domenica 19 febbraio 2017

La matematica è un'opinione anche per i computer

Premessa: questo post è strettamente connesso al precedente post "La matematica è un'opinione. E l'ignoranza una certezza" in cui avevo sollevato il problema della mancata conoscenza di regole elementari della matematica da parte di molti utenti dei social media.
In particolare mi riferivo alla regola dell'ordine/priorità delle operazioni (https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_delle_operazioni) che normalmente dovrebbe essere appresa già attorno alla terza/quarta elementare. Il tutto era partito dal classico "indovinello matematico" da social media che era così composto: 10 - 10 × 10 + 10 = ?
Non dico di più delle puntate precedenti e rimando al post e soprattutto agli strascichi (davvero surreali) che ha avuto sulla mia pagina Facebook.

Nel presente post intendo solo mettere in luce un corollario interessante di questa vicenda: alcuni di coloro che hanno commentato il post hanno segnalato che alcune applicazioni fornivano il risultato sbagliato: principalmente la calcolatrice presente di default su molte versioni di Windows e anche alcune applicazioni per sistemi Android. Ecco uno screenshot che mostra che la stessa stringa produce un risultato errato quando si utilizza la calcolatrice "semplice" invece che quella "scientifica".


In realtà, nessun particolare arcano: la calcolatrice semplice non applica la nota regola della priorità delle operazioni e quindi esegue le operazioni in sequenza. Molti hanno fatto notare: "le calcolatrici vanno sapute usare!" Anche le vecchie calcolatrici da pochi euro (non quelle scientifiche) che ogni scolaro ha nell'astuccio fin dagli anni 80 funzionavano così: eseguivano un'operazione alla volta, quindi era l'utente a dover inserire le operazioni nell'ordine corretto.
Vero, verissimo. Ma a differenza delle calcolatrici "virtuali" che oggi troviamo sotto forma di applicazione sui nostri computer, tablet e cellulare, le vecchie calcolatrici non permettevano di inserire l'intera stringa.
Sorge un dubbio atroce: se un utente non è conscio del fatto che la calcolatrice di Windows non applica quella regola essenziale potrebbe (anche legittimamente) uscirne ingannato, facendo affidamento su un risultato che invece è sbagliato.
E infatti qualcuno dei commentatori del mio post ci è cascato e hanno giustificato il loro errore dicendo di aver eseguito il calcolo proprio con una di queste calcolatrici.
Forse sarebbe utile che le applicazioni-calcolatrici fossero impostate per rispettare questa regola oppure, nel caso un utente inserisca una stringa con più operazioni, per mostrare un'avvertenza che suggerisca di inserire operazioni separate. Bisognerebbe segnalarlo alla Microsoft e alle altre software house.
Anche se ovviamente la soluzione principale sarebbe quella che gli utenti accendessero il cervello prima di usare queste app.

Ecco che così nasce spontaneo un altro interrogativo (che molti dei commentatori del mio post avevano sollevato): ma per risolvere quel calcolo c'è davvero bisogno di una calcolatrice? E qui torniamo al punto di partenza, cioè a quanto esposto nel precedente post.


domenica 12 febbraio 2017

La matematica è un'opinione. E l'ignoranza una certezza

Proprio qualche giorno dopo il dibattito (arrivato anche sui media mainstream) sulle pesanti lacune linguistiche degli studenti italiani, mi è capitato di trovare in giro per i social media il classico indovinello matematico. Si trattava di una semplicissima espressione da scuola elementare utilizzata spesso in ambito informatico per spiegare il sistema binario: 10 - 10 × 10 + 10 = ?


Infatti, se l'espressione è interpretata in binario (dove il 10 equivale a 2) dà come risultato ZERO (0). Mentre se è interpretata secondo il sistema decimale dà come risultato MENO OTTANTA (-80). In entrambi i casi infatti, in virtù della REGOLA (generalmente riconosciuta) dell'ordine delle operazioni (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_delle_operazioni) è necessario risolvere prima la moltiplicazione centrale; poi andare in ordine sequenziale con le addizioni/sottrazioni. Così TUTTI abbiamo imparato (o forse, dovremmo aver imparato) a risolvere questi calcoli fin dalla scuola elementare.
Ho pensato comunque di postarla sulla mia bacheca, senza per vedere quali reazioni avrebbe provocato. L'ho postata senza precisare che fosse da intendere come binaria, quindi la convenzione prevede che, in assenza di particolari indicazioni, l'espressione andrebbe interpretata come decimale e quindi con risultato -80.
L'ho postata prima sul mio profilo Facebook privato (VEDI), poi anche sulla mia pagina pubblica (VEDI), e da lì in alcuni gruppi frequentati anche da persone con titoli di studio e  titoli professionali che dovrebbero ispirare una certa affidabilità (ingegneri, informatici, commercialisti), confidando che la risposta più frequente fosse: "ma dai, che banalità! E' ovvio che fa -80!".
E invece no! Sebbene la risposta prevalente fosse comunque quella corretta, in molti hanno fornito risposte sbagliate tra cui le più frequenti erano CENTO (100) e DIECI (10). Evidentemente avevano risolto l'espressione senza rispettare la regola sopra citata o avendola applicata in modo "alternativo".

Ma – attenzione – il problema non è questo. Il vero problema è la reazione che alcune di queste persone ha avuto quando qualcuno ha commentato la loro risposta facendo notare l'errore. A mio avviso, di fronte a un errore così grossolano, la reazione più opportuna sarebbe cospargersi il capo di cenere e ammettere pubblicamente di aver risposto in momento di poca lucidità, o anche di aver letto male il quesito. In realtà invece ho visto reazioni ben diverse e ben meno umili, quasi tutte mirate a fornire una giustificazione a quella risposta errata e non ad ammettere l'errore.
Alcuni esempi: "la matematica non mi è mai piaciuta"; "ho fatto studi umanistici"; "queste regole le ho imparata un sacco di anni fa e quindi non me le ricordo"; "a me l'hanno insegnato così". Senza poi considerare coloro che invece si sono inventati "controregole" ed eccezioni che, se applicate, porterebbero a un risultato diverso (per esempio "vanno messe per forza le parentesi, così non si può risolvere"). Altri hanno coinvolto amici e parenti istruiti con lauree e dottorati per chiedere conferma ("chiedo conferma a mia moglie che ha un dottorato di ricerca")... senza considerare che un calcolo del genere dovrebbe essere comunque alla portata di tutti poiché si impara ad affrontarlo alle scuole elementari e quindi deve comunque far parte delle competenze di base di tutti, al di là dei titoli di studio.
Niente da fare. Come si usa dire, non c'è peggior sordo di ci non vuol sentire; e non c'è peggior ignorante di quello non disposto a ricevere una puntualizzazione da parte di chi ne sa di più. Oppure, se vogliamo citare la saggezza orientale, "correggi un sapiente e lo farai più sapiente; correggi un ignorante e te lo farai nemico". E ovviamente nei casi (come questo) in cui si ha mostruosamente torto, l'accanirsi e l'arrampicarsi sugli specchi ottiene l'unico risultato di peggiorare la propria situazione e di attirare lo scherno (se non l'insulto) da parte dei più intolleranti.
Ecco che la deriva è ormai fuori controllo e ognuno si irrigidisce sulle proprie posizioni: da un lato quelli che forniscono la risposta corretta e danno delle capre ignoranti a quelli che hanno fornito una risposta errata; dall'altro questi ultimi che danno dei pedanti/sapientoni/pignoli ai primi.
Io rimango dell'idea che è meglio un mondo pieno di pedanti/sapientoni/pignoli che però sono nel giusto, piuttosto che un mondo pieno di gente nell'errore che goffamente cerca di giustificare la propria ignoranza. Tuttavia questa è una mia valutazione personale da nerd disadattato, e non pretendo che tutti la pensino così.
Ad ogni modo questo mio post matematico ha in effetti avuto una sua utilità: quella di dimostrare che in fondo nel mondo dei social media, in cui (come già rilevato dall'illustre Umberto Eco) tutti – ma proprio tutti – possono esprimere la loro voce, la matematica può essere un'opinione.

EDIT: Per chi volesse leggere altri commenti - per così dire - "bizzarri", invito a guardare anche questo post su Facebook.


SEGUONO ALCUNI SCREENSHOT EMBLEMATICI
(fatti dopo l'uscita di questo post)

Questo credo che rappresenti il punto zero dell'abisso. La regola dell'ordine delle operazioni non è certa perché Wikipedia non è fonte attendibile. Ma soprattutto... "non sono io che sbaglio; abbiamo semplicemente avuto insegnamenti diversi"... che poi è un altro modo di dire che "la matematica è un'opinione".







Altro screenshot che si commenta da solo.

Chi sa risolvere questa operazione è un sapientone e deve ridimensionare il suo ego.



giovedì 2 febbraio 2017

Proprietà intellettuale per ingegneri e architetti: corso a Lodi

Sabato 11 febbraio dalle ore 9:15 alle ore 13:15 sarò "in patria" per tenere un corso di formazione organizzato dalla Commissione Giovani dell'Ordine Ingegneri di Lodi intitolato "Introduzione alla proprietà intellettuale per Ingegneri e Architetti". L'evento si terrà presso il Parco Tecnologico Padano, lungo la tangenziale di Lodi (Via Einstein - Loc. Cascina Codazza, www.ptp.it); per la precisione saremo in sala Riunioni al Blocco A al piano primo.
L'obbiettivo formativo del corso è quello di fornire i concetti essenziali per sapersi orientare nei principali istituti giuridici della cosiddetta proprietà intellettuale (diritto d’autore, brevetto, marchi e tutela del design), con uno specifico focus sull’attività di ingegneri e architetti.


Formalmente i destinatari sono gli ingegneri e gli architetti operanti in tutti i settori, ma il corso può risultare indubbiamente utile per tutti coloro che fanno della creatività una componente essenziale della loro professione: grafici, informatici, disegnatori, progettisti, consulenti di comunicazione.
Se interessati, potete "segnarvi" nell'apposito evento Facebook: www.facebook.com/events/222624794866881/.

Contenuti:
  • Introduzione al diritto della proprietà intellettuale
  • Il diritto d'autore: principi generali
  • Il diritto d'autore sui progetti di ingegneria e architettura
  • Il brevetto per invenzione industriale: principi generali
  • La tutela del marchio: cenni
  • La tutela del design industriale: principi generali
Il corso è valido per il rilascio di 4 CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI (D.P.R. 137 DEL 07/08/2012) per i soli iscritti all'Albo degli Ingegneri (Crediti validi su tutto il territorio nazionale). La frequenza, ai fini del conseguimento dei crediti, è obbligatoria nella misura del 100%. Gli iscritti ad altri ordinamenti (Architetti, Geologi, Geometri, Periti, ecc..) interessati all'evento, per il riconoscimento dei CFP devono rivolgersi preventivamente al proprio Ordine/Collegio.

La quota di iscrizione è pari ad € 40,00 + IVA (tot. € 48,80).
Per iscrizione: scrivere a ording.lodi@tiscali.it.
Per informazioni: segreteria dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lodi, tel 0371 430345, cell 3663152103, dal lunedì al venerdì dalle h 10 alle h 13.


[EDIT] Le slides utilizzate per il corso

martedì 31 gennaio 2017

I materiali utilizzati per i corsi PON al Deledda di Lecce (gennaio 2017)

Riporto qui le slides da me utilizzate durante questa prima tornata di corsi di formazione presso l'Istituto Deledda di Lecce, tenutasi tra il 24 e il 31 gennaio 2017. All'interno dei file trovate anche i link ad altri materiali di approfondimento (video, documenti...) già disponibili online.

MODULO 1 - Sicurezza dati e privacy (le norme)

MODULO 2 - Dematerializzazione dei documenti nella PA (doc. informatico, firma digitale, accessibilità)

MODULO 3 - Il copyright degli enti pubblici e il fenomeno open data




lunedì 30 gennaio 2017

Franceschini nomina Bravetta consigliera per la valorizzazione del patrimonio fotografico

Il Ministro della Cultura Franceschini ha nominato Lorenza Bravetta consigliera per la valorizzazione del patrimonio fotografico, con il compito di mettere in piedi (nell'ambito del ministero) una struttura ad hoc. La Bravetta si occupa da anni di fotografia d'autore, è stata per un anno direttrice di CAMERA, il Centro Italiano per la Fotografia e ha lavorato per diversi anni a Magnum Photos.
In attesa di maggiori dettagli sulla notizia e sui successivi sviluppi, posso segnalarvi che ho avuto modo di confrontarmi con la Bravetta poche settimane fa al Festival del Pubblico Dominio di Torino e il suo intervento aveva generato un acceso dibattito.

Vi invito a guardare l'intervento filmato del suo intervento (che riporto qui sotto) e delle relative puntualizzazioni provenienti da parte mia e del pubblico.
Riporto alcuni estratti delle sue dichiarazioni.

Minuto 11:04 circa:
"penso che non sia giusto che chiunque possa immettere [immagini] in rete. Questa non è cultura... Che cultura immettiamo in rete pur di renderla accessibile a tutti?! Bisogna tenere un filtro. E bisogna tenere un filtro non solo per preservare l'autore, ma anche per dare la garanzia della fruibilità di un prodotto diverso. Io credo che il vero tema sia questo."
Minuto 16:16 circa:
"Mio figlio di 9 anni pensa che Wikipedia sia il verbo. No, Wikipedia non è il verbo; e bisogna secondo me normare ciò a cui accediamo, per avere chiara la comprensione che si può accedere a molto di più, ma non è detto che tutto sia giusto, tutto sia dello stesso livello, tutto sia buono, tutto possa essere riutilizzato..."