sabato 24 settembre 2016

Pubblicare in ambito scientifico: seminario in Friuli (8.5 crediti ECM)

A ideale prosecuzione dell'incontro tenutosi un anno fa, mercoledì 28 settembre sarò ancora al CRO di Aviano (PN) per una giornata di studio intitolata "Pubblicare in ambito scientifico: gestione dei diritti di proprietà intellettuale e diffusione dei contenuti nell'era dell'Open Access e dei social network", a cui parteciperanno come relatori anche Paolo De Paoli, Ivana Truccolo, Elena Giglia e Valeria Scotti.

Verranno attribuiti 8.5 crediti ECM. La partecipazione è gratuita ed è aperta anche agli operatori esterni CRO (tutte le professioni con e senza obbligo di crediti ECM). Qui trovate il modulo di registrazione.
Riporto il programma integrale dell'evento e a seguire l'abstract con gli obbiettivi formativi.

Programma

  • 09:00 - 09:15 | Introduzione ai lavori: il perché di tale corso (Paolo De Paoli)
  • 09:15 - 09:30 | Pubblicare Open Access: problemi aperti (Ivana Truccolo)
  • 09:30 - 10:00 | Riviste Open Access fra tradizione e innovazione (Elena Giglia)
  • 10:00 - 10:30 | Introduzione al diritto della proprietà intellettuale e ai suoi meccanismi di base (Simone Aliprandi) 
  • 10:30 - 11:00 | I diritti degli autori nelle riviste scientifiche (Simone Aliprandi)
  • 11:15 - 12:30 | Le licenze Creative Commons e il modello open licensing: significato e opportunità (Simone Aliprandi)
  • 12:30 - 13:00 | Il copyright sui social network e la diffusione di informazione scientifica sul web (Simone Aliprandi)
  • 14:00 - 14:30 | Confronto/dibattito tra discenti ed esperto/i guidato da un conduttore (l'esperto risponde) (Simone Aliprandi, Ivana Truccolo)
  • 14:30 - 15:30 | Come scegliere una rivista Open Access: think, check, submit (Elena Giglia)
  • 15:30 - 17:00 | Come usare adeguatamente i social network per diffondere le pubblicazioni
  • scientifiche e divulgative. Altmetrics e indicatori bibliometrici tradizionali: quale
  • rapporto e quali implicazioni pratiche (Scotti Valeria)
  • 17:00 - 17:15 | Confronto/dibattito tra discenti ed esperto/i guidato da un conduttore (l'esperto risponde) (Elena Giglia, Valeria Scotti, Ivana Truccolo)
  • 17:15 - 17:30 | Verifica dell'apprendimento

Abstract

La diffusione del movimento Open Access ha creato molte opportunità ma ha comportato anche alcuni rischi. Fra le prime, la più importante è l'opportunità di rendere fruibili a tutti i risultati della conoscenza scientifica e di aumentare quindi la visibilità degli autori e delle loro organizzazioni. Fra i rischi vi è quello di incorrere in editori inaffidabili e
spregiudicati ("vanity press") e di non conoscere tutte le opportunità legate ai diritti di proprietà intellettuale offerte agli autori dagli editori affidabili (Open Access e non).
L'era Open Access, quindi, chiama ciascuno di noi, e non più solo gli addetti ai lavori, a una maggiore consapevolezza sul tema dei diritti di proprietà intellettuale, sia dal punto di vista del titolare dei diritti sia dal punto di vista dell'utilizzatore.

Gli scopi del corso sono:
  • Informare sull'evoluzione dell'editoria open access (opportunità e rischi)
  • Chiarire i termini della gestione del diritto d'autore nell'era digitale e delle licenze "Creative Commons"
  • Illustrare modalità facili per diffondere correttamente la propria pubblicazioni sui social network;
  • Presentare la policy CRO in formazione, in tale settore.
Il Corso è rivolto a ricercatori, bibliotecari, personale tecnico-amministrativo coinvolto nella gestione dei prodotti della comunicazione scientifica.

Obiettivi specifici
Nell'era "Open" diventa indispensabile per ogni organizzazione di ricerca e per i singoli ricercatori acquisire un "dominio" sulle tematiche dell'accesso aperto e della corretta e consapevole gestione dei diritti di proprietà intellettuale in tale settore. Questa formazione si inserisce nel processo di ricerca non solo nella fase finale della pubblicazione di un articolo e/o di qualsiasi altro tipo di risorsa su una rivista/libro/tesi¿e/o sul web, ma fin dall'inizio della fase di ricerca, dall'ideazione e dalla decisione di riutilizzare dati prodotti da altri e disponibili sul web.
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[EDIT]

Le slides utilizzate durante il seminario


mercoledì 14 settembre 2016

Internet a scuola: licenze, diritti e doveri. Seminario a Reggio Emilia

Questo lunedì (19 settembre) nel pomeriggio terrò un seminario dal titolo "Internet a scuola: licenze, diritti e doveri", presso l'Istituto Comprensivo di Casalgrande (Reggio Emilia). Si tratta di un seminario regionale ed è parte integrante della formazione PNSD Piano Nazionale Scuola Digitale (fase D).

Gli argomenti trattati saranno i seguenti:

• Principali problematiche emergenti nell'utilizzo di Internet a scuola

• Introduzione al diritto d'autore: scenario

• Riutilizzo e diffusione online di immagini, musiche e video: indicazioni e consigli per agire correttamente

• Termini di servizio, licenze d'uso e liberatorie: cenni

Per iscriversi è necessario compilare l'apposito modulo di iscrizione sul sito www.iccasalgrande.gov.it.
Il seminario è aperto a tutti, fino ad un massimo di 200 posti. Sarà data precedenza agli Animatori Digitali e ai Dirigenti Scolastici della Regione Emilia Romagna.


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[ADDENDUM] Le slides utilizzate per il seminario


lunedì 12 settembre 2016

Privacy e diritti d'immagine nella scuola: videolezione per Wikiscuola.it

Dopo l'interesse raccolto dalle prime due videolezioni (Il diritto d'autore nella scuola: un'introduzioneLe licenze Creative Commons e i contenuti aperti nella scuola), mi è stato richiesto un terzo e ultimo contributo per la piattaforma e-learning di Wikiscuola.it.
L'argomento è la gestione delle privacy e dei diritti d'immagine in ambito scolastico, tema particolarmente sentito dai docenti e dirigenti scolastici che amano diffondere in rete video e foto di eventi e attività in cui sono necessariamente coinvolti anche i minori.
Il contributo è stato in realtà realizzato a metà luglio ed è stato già diffuso all'interno della piattaforma di WikiScuola; ho però preferito lasciar passare la pausa estiva prima di diffonderlo anche attraverso i mei canali.

Riporto di seguito il filmato integrale e le slides da me utilizzate.


IL VIDEO



LE SLIDES



mercoledì 31 agosto 2016

A Borderline 2016 dibattito su diritto d'autore e musica indipendente

In occasione di ElbaBook, festival dell'editoria indipendente a cui ho avuto il piacere di partecipare circa un mese un fa, sono entrato in contatto con gli organizzatori di Borderline.
Borderline è un evento "no SIAE" autoprodotto e autofinanziato che per due giorni coinvolge etichette e produzioni indipendenti e si propone di mettere in discussione l’attuale concezione del diritto d’autore e promuovere la diffusione e il libero accesso alla cultura. L’idea di Borderline nasce nel 2013 in occasione della prima diretta ufficiale di Radio Strike, radio web con sede a Ferrara.
In questa edizione (che si terrà sabato 3 e domenica 4 settembre) ci sarò anch'io e parteciperò, assieme a Corrado Gemini di CRTL Project, a un dibattito aperto sul tema "Analisi, opportunità e prospettive del diritto d'autore dopo la direttiva Barnier".
Come spiega il comunicato stampa diffuso dagli organizzatori,
L'obiettivo di Borderline è di sostenere il percorso delle etichette indipendenti che cercano di discostarsi dalla logica di chi strumentalizza la musica, snaturandone il potenziale comunicativo e riducendola spesso a mera merce di scambio. Borderline condivide e incoraggia le realtà indipendenti, supportando ogni espressione artistica che costituisca una forma di resistenza attiva alla logica del controllo culturale ed economico sulla creatività e l'immaginario, sia individuale che collettivo.
Il dibattito sulle nuove frontiere del diritto d'autore per la musica indipendente si terrà domenica 4 dalle ore 14 in poi, per circa un paio d'ore. A seguire inizieranno a suonare le varie band coinvolte (vedi il fitto programma dei concerti). La location è Ponticelli di Malalbergo (BO), una tranquilla località nelle campagne tra Bologna e Ferrara. Vi aspetto.

Qui a fianco, la locandina. Maggiori informazioni sulla pagina Facebook ufficiale del progetto: www.facebook.com/borderlinedalbasso;
oppure potete segnarvi come "partecipanti" sull'apposito evento: www.facebook.com/events/1207186795969059/.

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EDIT: qualche foto dell'evento


martedì 9 agosto 2016

Vodafone e il doppio APN. Necessità tecnica o pretesto per "incastrare" gli utenti?

Gli operatori di telefonia mobile li ho provati più o meno tutti (quantomeno i principali) e alla fine sono approdato a Vodafone, con la quale mi trovo discretamente per un adeguato rapporto prezzo/servizi offerti. Tuttavia c'è una cosa che davvero non mi va giù e che trovo abbastanza squalificante per l'azienda: mi riferisco al "giochetto" dei due diversi APN per l'accesso a Internet attraverso cellulare.
In realtà è un problema noto e già portato all'attenzione di varie associazioni per la tutela dei consumatori (si veda ad esempio il sito di ADUC), ma lasciatemelo riprendere qui per chi non ne ha mai sentito parlare.

I DUE APN DI VODAFONE*

Per l'utilizzo della rete Internet da cellulare Vodafone ha due diversi punti di accesso (i cosiddetti Access Point Name): web.omnitel.it e mobile.vodafone.it. A seconda dei vari contratti e delle varie offerte, gli utenti Vodafone devono utilizzare l'uno o l'altro.
Ad esempio, per meglio intenderci, il mio piano tariffario è strutturato come segue. Sulla SIM principale, quella con il mio numero di cellulare e su cui ricevo ed effettuo le telefonate, ho 3 GB mensili utilizzabili però UNICAMENTE su APN mobile.vodafone.it; altro vincolo è che questi dati siano utilizzati solo per navigazione e utilizzo di applicazioni strettamente provenienti dal dispositivo in cui è inserita la SIM; ciò comporta che non posso utilizzare quei 3 GB per fare "hotspot" e utilizzare il mio cellulare come modem wi-fi per il computer. Ho poi una seconda SIM "solo dati" su cui ho 7 GB mensili utilizzabili UNICAMENTE su APN web.omnitel.it; questi sono invece utilizzabili anche per fare hotspot wi-fi.
Nota importante: se si sbaglia l'APN si esce dal plafond di gigabyte compresa nell'offerta mensile e quindi la navigazione si paga a consumo a botte di decine di euro al giorno. Prima vi arriva un sms che vi avvisa che "avete fatto un connessione Internet non inclusa" e vi invita a controllare le impostazioni dell'APN; se non fate nulla (perché magari non avete notato il messaggio, non l'avete capito, vi siete dimenticati...) continuate a navigare "a consumo" a caro prezzo fino al raggiungimento di 60 euro. Vodafone ha infatti stabilito una soglia massima di spesa dati (per questo tipo di connessioni fuori offerta) che interrompe la navigazione al raggiungimento di 60 euro.
Se vi accorgete troppo tardi di questo problema e presentate una formale lamentela, vi viene rimborsato solo il 50% di quanto speso. Nei casi più sfortunati, cioè quelli in cui si raggiunge la soglia di 60 euro, dietro vostra richiesta vi verranno rimborsati solo 30 euro.
Altra variabile importante da considerare è legata al modello di cellulare o tablet in cui inserite le SIM card Vodafone. Alcuni modelli, ogni volta che inserite (o re-inserite) la SIM, rilevano che si tratta di una SIM Vodafone e automaticamente impostano i settaggi corretti. Altri modelli invece richiedono l'intervento umano.
Un'ulteriore - seppur marginale - variabile è legata alla sempre maggiore diffusione di dispositivi dual SIM, nei quali non è sempre facile capire quale sia la SIM predominante o quale sia la SIM da cui proviene il traffico dati. (Nota: Io attualmente ho proprio un modello dual SIM, di quelli in cui la SIM 1 prevale sempre sulla SIM 2 e in cui la SIM 2 funziona solo come SIM voce).

Questo lo stato dei fatti. Ma adesso lasciatemi sollevare alcune perplessità su questo sistema.

LE PERPLESSITA' SU QUESTO SISTEMA

Innanzitutto, a titolo di premessa generale, vorrei dire che, nonostante queste dinamiche siano scritte nei contratti (in carattere 7, tra una clausola e l'altra), non sono così note e chiare a tutti gli utenti. Provo a immaginare la sciura Maria, casalinga di Voghera, che si mette a impostare gli APN... e sorrido. Questo per dire che mi sembra un po' pretestuoso scaricare tutta la responsabilità sugli utenti dicendo loro, in sostanza, che "se sbagliano a impostare il cellulare Vodafone non può farci nulla...".
Eppure... dopo che mi è successo una volta un episodio del genere ho fatto presente la cosa al call center e mi è stato detto che posso chiedere il blocco della navigazione dall'APN "sbagliato". Mi sono subito chiesto: "Non potrebbe essere il contrario?" Cioè... non avrebbe più senso se Vodafone mi fornisse una SIM che funziona solo per l'APN corretto e poi, eventualmente, se ho esigenze particolari, chiedo lo sblocco?
Già questo eviterebbe tutti i disagi a coloro che non conoscono questa possibilità e che per errore e imperizia hanno speso qualche decina di euro non prevista.

Ma la domanda essenziale è: qual è la ratio di questa distinzione tra i due punti di accesso? Non sono un ingegnere delle telecomunicazioni (e quindi mi scuso fin da subito se dico delle boiate), ma ho cercato di informarmi il più possibile sulla questione, e ho anche chiesto a Vodafone (via Twitter) un chiarimento. In altre parole... che differenza c'è tra un APN e l'altro se poi di fatto li uso per le stesse cose e ci faccio passare lo stesso tipo di dati???
La loro risposta letteralmente è stata: "L'apn mobile è dedicato per la navigazione con gli smartphone e quello web per quella con i tablet e pc" (riporto screenshot del loro tweet).


Grazie, lo sapevo già. Il dubbio è proprio: che senso ha questa distinzione? Smartphone e tablet utilizzano gli stessi protocolli; quindi al massimo avrebbe più senso avere un APN per smartphone e tablet e un altro APN per PC. O forse mi perdo qualche passaggio (e in tal caso sarei grato a chiunque me lo illustrasse).
Qualcuno si chiederà anche: come fa Vodafone a sapere se sto utilizzando uno smartphone o un tablet? In realtà lo sanno, perché i dispositivi "si fanno riconoscere" quando si connettono. Ma allora sorge un'altra domanda: con la variegata offerta di modelli presenti sul mercato, come fa Vodafone a tracciare una linea di demarcazione tra tablet e smartphone? Pensate a modelli come l'Asus Padfone o i Galaxy Note.

Ma al di là di tutte queste considerazioni "nerdose", faccio una domanda molto becera, da uomo della strada: ma a Vodafone che gli frega da quale APN o da quale dispositivo consumo i miei giga?!? In fondo questi giga sono "prepagati". Anzi, a maggior ragione, se li finisco prima... meglio per loro; perché così sarò costretto a comprare un'opzione o una icarica per averne altri. Davvero non mi quadra...

PROBLEMATICHE LEGALI

In tutto ciò si possono quindi individuare alcune problematiche di carattere giuridico, sia sul piano della cosiddetta "net neutrality" (o neutralità della rete) sia su quello del corretto comportamento verso i consumatori e verso i concorrenti.

Dal punto di vista della net neutrality viene da chiedersi: che differenza fa a Vodafone da quale dispositivo e su quale APN utilizzo i miei gigabyte di traffico "prepagato" (specie se comunque sono utilizzati sul web o attraverso le app)? I bit sono bit. "Tutti i bit sono uguali" dice il motto della net neutrality (e lo dicono anche delle note pornostar).
Dal punto di vista del corretto comportamento sul mercato da parte di Vodafone - che qui è forse l'aspetto più centrale - ci si chiede invece se questa duplicazione, che pare non essere sorretta da specifiche ragioni tecniche, non sia solo un artificio per complicare la vita agli utenti, costringendoli da un lato ad attivare una SIM "solo dati" anche quando in realtà non sarebbe necessaria e quindi ad acquisire un dispositivo ad hoc (tablet, altro cellulare, modem mobile) in cui inserirla; dall'altro a pagare per connessioni non comprese nel plafond di dati se per errore si utilizza l'APN sbagliato.

A meno che davvero ci sia un tassello che mi sfugge e che fornisce una ragione TECNICA per la quale sia necessaria questa duplicazione di APN, sarò propenso a pensare che questa sia una scelta strategica e pretestuosa di Vodafone. Il che non le fa fare certo una bella figura agli occhi dei suoi clienti e la espone anche a possibili sanzioni sul piano civile (class action da parte delle associazioni di consumatori) e sul piano amministrativo (provvedimenti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

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* Tutto il discorso potrebbe essere diverso per gli utenti di dispositivi BlackBerry e Apple, i quali utilizzano altri APN. Questo articolo si rivolge principalmente agli utenti di dispositivi "generici" con sistema operativo Android o suoi derivati.