giovedì 16 ottobre 2014

Privacy e sentenze: un quadro che non quadra (neanche per la Cassazione)

Appena prima dell'estate abbiamo salutato con gaudio la notizia che la Corte di Cassazione aveva finalmente deciso di aprire parzialmente il suo database di sentenze, mettendo online un apposita sezione del sito ufficiale. Forse abbiamo festeggiato un po' troppo presto. A riaprire la questione è una lettera pubblica datata 6 ottobre con cui il Garante per la protezione dei dati personali invita la Cassazione a riflettere bene su questa scelta per questioni di tutela dei dati personali contenuti nelle sentenze. Ne hanno parlato anche i media generalisti, tra cui... [continua]

Articolo uscito su MySolutionPost il 16 ottobre 2014. Leggilo qui.

mercoledì 15 ottobre 2014

La comunità che non c’è. (Troppo) libero arbitrio

Nel post di questa settimana per Apogeonline vi racconto un episodio di "censura web" accaduto su Facebook ad un mio amico (Francesco Lanza). L'episodio, pur non essendo in sé particolarmente eclatante, ha innescato in me alcune riflessioni sui meccanismi della regolamentazione di internet che vorrei condividere e che potrebbero generare ulteriore dibattito.
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Arrogandosi il diritto di rappresentare una comunità senza consultarla, almeno capire il senso di quello che la comunità scrive.

Sono amico di Francesco Lanza dai tempi del liceo, quando era il direttore del giornalino della scuola; per vivere conduce un’azienda di consulenza informatica, ma è anche fervidamente blogger e punzecchiatore del web 2.0.
Si diverte a disturbare bonariamente VIP e politici con interventi sarcastici che a volte colpiscono davvero nel... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline il 15 ottobre 2014. Leggilo qui.


La dichiarazione tratta dal profilo Facebook di Lanza.

giovedì 9 ottobre 2014

Il 17 ottobre a Brindisi: seminario sul copyleft per Laboratori dal basso

inizio ore 16.30 (siamo un po' in ritardo)

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Il 17 ottobre nel pomeriggio sarò a Brindisi per tenere un seminario dal titolo "Approfondimento dei nuovi modelli di gestione del diritto d'autore e del copyleft", all'interno dell'iniziativa "Laboratori dal basso" di ARTI/Regione Puglia. Ad organizzare saranno i ragazzi di Vitamin C.C.C., realtà pugliese impegnata in questo settore, e ad ospitarci sarà il CAG Centro Aggregazione Giovanile di Brindisi.
Ecco la locandina dell'evento.
Per maggiori informazioni visitare il blog www.vitamincccblog.blogspot.com oppure il sito ufficiale dei Laboratori dal Basso www.laboratoridalbasso.it.

NB: L'evento verrà trasmesso in streaming sul sito www.laboratoridalbasso.it.




mercoledì 8 ottobre 2014

Il Decreto Valore Cultura agevola davvero la musica dal vivo? Le critiche di Siddi e Forcione

Accolgo volentieri sul mio blog un articolo a firma di Massimo Siddi* e Silvio Forcione** che cerca di spiegare perché – dal punto di vista dei due autori – "la norma che consente lo svolgimento di manifestazioni di spettacolo entro la mezzanotte e per un massimo di 200 persone attraverso la semplice presentazione di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), non può funzionare, non aiuta i musicisti e non cambia lo stato delle cose."


photo Belisa Giorgis; license CC by 2.0; details HERE
Premessa: ho conosciuto Massimo attraverso alcuni forum internet (principalmente su Facebook) che frequentiamo entrambi e in cui si discute di problematiche connesse alla SIAE e in generale agli adempimenti burocratici per la musica e per lo spettacolo. L'anno scorso, anche in commento ad alcuni miei articoli dedicati al cosiddetto "Decreto Valore Cultura" del Ministro Bray (si veda ad esempio questo articolo su MySolutionPost e questa puntata della mia rubrica su Rockit), Massimo ha sempre sollevato alcune questioni sottili quanto opportune, che possono essere rilevate solo da chi, gestendo un locale pubblico, è costantemente attivo nell'organizzazione di eventi e spettacoli. Visto l'interesse che generavano i suoi commenti e i suoi post, ho chiesto a Massimo di produrre un vero e proprio articolo in cui presentare organicamente le sue critiche. Nei giorni scorsi mi ha risposto che ci stava lavorando a quattro mani con un altro collega (Silvio appunto) e poco dopo mi ha inviato questo testo, che pubblico con piacere e che spero possa risultare di stimolo per ulteriori riflessioni e approfondimenti. L'articolo ovviamente rispecchia l'opinione dei due autori.


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Live in Valore Cultura, perché non funziona

Una cosa va detta da subito: chiunque voglia occuparsi di “musica dal vivo” e più in generale di spettacolo e intrattenimento in tutte le sue forme, e lo faccia con l'intento di svilupparlo, di renderlo di facile fruizione, farlo “trovare ad ogni angolo di strada”, fa una cosa buona e giusta. Va aiutato e sostenuto.
Facendolo però,  dovrebbe tenere conto che la questione non è quella di fare una legge tanto per farla o per ritagliarsi l’aureola di “innovatori e o valorizzatori“ ma quella di avere il coraggio di cambiare totalmente l'approccio dato fin d’ora all’argomento musica live.
Il modello di riferimento sin qui utilizzato – a nostro avviso – è fallimentare e dovrebbe  essere rivoluzionato completamente.  Solo “aggredendo” la questione da più punti di osservazione è possibile stabilire il diritto, i principi, il bene comune e soprattutto la pari dignità e un futuro a coloro a cui quella norma è rivolta.
Cercheremo quindi di spiegare perché la norma che consente lo svolgimento di manifestazioni di spettacolo entro la mezzanotte e per un massimo di 200 persone attraverso la semplice presentazione di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), non può funzionare, non aiuta i musicisti e non cambia lo stato delle cose.
La norma sotto la lente d’ingrandimento è una semplice piccola aggiunta all'art. 68 del TULPS, che recita:
Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio, la licenza è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, presentata allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo.
Ebbene, per comprendere l’inutilità quasi totale della stessa occorre chiarire cosa sono dal punto di vista amministrativo i locali di spettacolo e trattenimento, rispetto alle altre attività già regolamentate con l’istituzione SCIA.
I locali di spettacolo per ricevere la licenza devono sottoporre il progetto del locale al vaglio di una Commissione comunale o prefettizia, lo stesso deve rispondere a precise prescrizioni di carattere strutturale, impiantistico, di prevenzione incendi e igienico sanitario (art. 80 Tulps).
Dopo l’esame progetto se il locale ha capienza superiore a 200 persone, a lavori ultimati dovrà svolgersi il sopralluogo della commissione che sul posto valuta la conformità del locale al progetto e rilascia parere ai sensi dell’articolo 80 del Tulps. Se il locale ha capienza inferiore, la verifica della Commissione può essere svolta da tecnico abilitato che ne certifica la corrispondenza al progetto approvato dalla Commissione stessa. Solo dopo questo iter, un'attività può chiedere ed ottenere licenza per lo svolgimento di spettacoli e trattenimenti.
All’emanazione del provvedimento e in seguito alla comunicazione della notizia questa disposizione ha suscitato parecchie discussioni; non si comprendeva infatti se il provvedimento fosse rivolto alla totalità delle attività che promuovono musica o se tale facoltà fosse rivolta solo ai locali in possesso del verbale con parere favorevole della Commissione di Vigilanza, cioè ai locali di spettacolo e di intrattenimento autorizzati ai sensi degli artt 68 e 80 tulps.
Ricordiamo al lettore che l’istituzione della SCIA permette alle imprese del commercio di avviare l’attività immediatamente dopo la presentazione al protocollo degli uffici comunali o a ricevimento dell’accettazione e della consegna all’indirizzo di posta elettronica certificata del SUAP.
Chi ha introdotto la disposizione in commento non era a conoscenza della normativa di merito e non si è reso conto dell’anomalia che aveva introdotto. Provate a pensare quanto si possa essere discusso sulla fattibilità di tale disposto nelle varie commissioni di vigilanza di tutti i comuni d’Italia.
Così è che l’ANCI ha inviato la richiesta di chiarimento al ministero ottenendo la conferma che la disposizione valeva solo per i locali in possesso dei requisiti ai sensi dell’articolo 80 TULPS (si legga il parere del ministero).
Chiarito l’aspetto amministrativo che consente l’utilizzo di questa SCIA solo per gli eventi organizzati in locali già autorizzati con licenza ai sensi degli artt.  68 e 80 Tulps, qualcuno è in grado di spiegarci il vantaggio che la musica live ha avuto da questo provvedimento? Nessun vantaggio.
Cosa abbia portato a pensare che ci potesse essere una sorta di primavera culturale sugli eventi musicali in Italia con la nascita di migliaia di locali, non ci è dato sapere perché appariva chiaro fin da subito che così non poteva essere.
Non ci sarà quindi quell’esplosione di eventi Live in tutta Italia così come auspicato da chi ha promosso con tanta enfasi questa semplificazione. Trasformare un normale Pub, Birreria o altro Pubblico Esercizio con attività non prevalente nello spettacolo per regolarizzarlo, non è conveniente. Parliamo di investimenti ingentissimi e di radicali cambiamenti fiscali che pregiudicherebbero quell’impresa come di fatto già succede alla maggior parte dei “locali in regola”.
L’alba del Live è lunga a venire in Italia, atti come quello in commento evidenziano la totale incapacità, incompetenza e mancanza di coraggio di chi oggi legifera, forse portato più ad ottenere un immediato consenso e lasciando le cose come stanno.
E’ come curare una polmonite con le pastiglie per il mal di gola.
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* Massimo Siddi: DJ, Speaker, creativo della comunicazione radiofonica e dell'intrattenimento. Professionalmente nasce così e poi, ancora giovanissimo diventa proprietario e gestore di locali di pubblico spettacolo (discoteche), mestiere che svolgerà per quasi vent'anni. Oggi, gestisce una sua web radio con la quale cerca di creare un suo personale format.

** Silvio Forcione: Rappresentante di categoria per associazione imprenditoriale, membro di commissione di vigilanza dal 1995.

Parere del Ministero dell'Interno sull'interpretazione della norma che semplifica i piccoli spettacoli

Ministero dell’Interno – Ufficio per gli Affari Polizia Amministrative e Sociale Protocollo : 5571PASIU1003625113500.A(8) Data: 2770212014 Classifica: 13500A(8)
OGGETTO: Spettacoli dal vivo di portata minore — Richiesta di parere sull’interpretazione del D.L. 8.8.2013, n. 91, art. 7, c. 8-bis, recante modifica degli art. 68 e 69 TULPS
AL COMUNE DI RAVENNA – Servizio SUAP ed attività economiche (Rif n.P.G. 12048/20)4 del 30.1.2014)7. e per conoscenza ALLA PREFETTURA DI  RAVENNA

Si fa riferimento alla nota sopraindicata, con la quale viene chiesto l’avviso di questo Ministero in ordine all’interpretazione dell’art. 7 del D.L. sopra indicato, che ha sostituito le licenze previste dagli artt. 68 e 69 del TULPS con una segnalazione certificata di inizio attività, da presentarsi allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo del Comune, per gli ‘eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio.
Le questioni poste concernono, in particolare:
1. la precisazione della nozione di 'evento';
2. la necessita o meno della verifica di agibilità del locale o del luogo in cui l’evento è destinato a svolgersi, ovvero la sostituibilità dell’agibilità con una asseverazione di un tecnico abilitato ovvero, anche, con una dichiarazione sostitutiva di certificazione resa ai sensi degli am. 46 e 47 del DPR 445/2000.
Premesso che sulla modifica normativa in questione lo scrivente Ufficio ha sollevato vive riserve sotto vari profili già nella fase del suo esame parlamentare, in ordine al primo quesito si osserva che il riferimento al termine ‘eventi’, contenuto in entrambe le nuove disposizioni introdotte agli artt. 68 e 69 TULPS, non possa che riferirsi – ai fini della sostituzione della licenza di polizia con la s.c.i.a. – a tutti gli spettacoli ed i trattenimenti pubblici ‘dai vivo’ che rientrino nel campo di applicazione dei due articoli, precisato nel primo periodo di ciascuno di essi, e che abbiano lo svolgimento e la partecipazione massima corrispondenti alle nuove previsioni.
Quanto a tale misura massima, nella laconicità del dato normativa, si è dell’avviso che debba farsi riferimento non alla effettiva partecipazione prevista o prevedibile all’evento, bensì alla oggettiva capienza dell’impianto o del luogo nel quale esso è destinato a svolgersi, secondo un principio comune in tema di pubblici spettacoli (v. gli arti, 141, c. 2 e 142, u.c., Reg. TULPS, approvato con RD. 6.5.1940, n. 635).
Laddove l’evento sia destinato a svolgersi all’aperto, -la capienza massima può essere determinata, previa una chiara delimitazione dell’area destinata all’allestimento, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Ministro dell’Interno del 19.8.1996, recante “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo”, come modificato dal D.M. 6.3.2001 in relazione “agli spettacoli e trattenimenti occasionali svolti all’interno di impianti sportivi, nonché all’affollamento delle sale da ballo e discoteche”. In ordine al secondo quesito e alle ipotesi di soluzione ventilate da codesto Comune, si osserva – preliminarmente – che le ipotesi nelle quali è ammesso il ricorso alla dichiarazione sostitutiva di certificazione o dell’atto di notorietà sono indicate in modo rigoroso, rispettivamente, dagli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/200. Nella fattispecie che qui interessa, invece, le nuove disposizioni si limitano a sostituire le licenze di cui agli artt. 68 e 69 TULPS con una segnalazione certificata di inizio attività, senza mutarne la disciplina sostanziale concernente i requisiti di sicurezza richiesti. D’altra parte, la disciplina generale della s.c.i.a. non prevede il superamento del regime dei requisiti e dei presupposti per il legittimo esercizio dell’attività prima sottoposta ad autorizzazione, bensì lo spostamento dei controlli dell’amministrazione competente ad un momento successivo all’avvio dell’attività medesima (anziché precedente). Pertanto, in linea teorica, la nuova norma non solo non ha inciso sui presupposti di sicurezza per la ‘pubblica incolumità richiesti dalla normativa in tema di pubblici spettacoli o intrattenimenti, ma neppure sulle verifiche richieste dalla legge, affidate alle commissioni di vigilanza ai sensi dell’art. 141 Reg. TULPS. E’ evidente, perciò, che tale segnalazione deve essere corredata dalla documentazione normalmente richiesta per il rilascio della licenza in relazione alle caratteristiche dell’allestimento proposto (ad es., ove siano installate attrazioni dello spettacolo viaggiante, la Licenza ex art. 69 TULPS di ciascuna di esse, l’attestazione di avvenuta registrazione e rilascio del codice identificativo, la documentazione relativa al collaudo periodico, il libretto dell’attrazione aggiornato, l’assicurazione, la dichiarazione di corretto montaggio, ecc.), Naturalmente, la circostanza che l’evento debba concludersi il giorno stesso del suo inizio e, dunque, in pratica, a poche ore di distanza dalla presentazione della s.c,i.a, rende di fatto assai problematica la tempestiva esecuzione delle verifiche della commissione stessa, che nel migliore dei casi potrebbero svolgersi solo ad evento già. in corso. Quanto alla ‘asseverazione di un tecnico abilitato’, ferma restando la necessità che la s.c.i.a. sia corredata da ogni documentazione e dichiarazione idonea ad attestare la sicurezza dell’allestimento e la piena assunzione di responsabilità in capo all’organizzatore, si rappresenta che essa è richiesta dall’art. 141, c. 2, Reg. TULPS in sostituzione dei controlli e delle verifiche di competenza delle CCVLPS solo in relazione ai locali e agli impianti con capienza complessiva fino a 200 persone, dunque in :relazione ad una fattispecie non corrispondente a quella degli ‘spettacoli dal vivo di portata minore’ cui hanno riguardo le disposizioni qui in esame.
IL DIRETTORE DELL’UFFICIO