venerdì 19 dicembre 2014

Flickr: so stupid to apologize when you are right

When I was a child someone taught me that if you are right you should never apologize. So I am still trying to understand the reasons that led the management of Flickr to publish this absurd "we are so sorry" statement.
They where right: Flickr has decided to do a commercial use of those pictures just because it was permitted by the Creative Commons licenses chosen by the photographers independently and without compulsion. In fact, when you upload a picture or an album on Flickr, you have to set the copyright status. You can choose one of the the six different CC licenses, and you can also keep your works under a "full copyright", choosing the "all rights reserved" option (see screenshot).
If a photographer is not able to read a simple and clear license, the problem is in his brain (or maybe eyes) and not in the behavior of Flickr. If reading the licenses is not enough to understand, people can also read the "Creative Commons licenses" entry on Wikipedia or the FAQ written by the CC community. In the web there is a huge amount of clear and very simple material to learn more about these tools; please no more excuses to say "ops, I didn't know it was like this!".
Flickr in this case has been transparent and honest. Why should they apologize? If they apologize, they debase the value of the Creative Commons licenses and all the activity of disclosure made in recent years to make them known to users.

Il disfacimento dell’Avvocatura in Italia. Un articolo lucido ed equilibrato sulla triste situazione della professione

Ieri è uscito uno degli articoli più lucidi ed equilibrati che io abbia mai letto sulla situazione della categoria forense. Il quadre che ne esce è davvero poco incoraggiante.
Migliaia di sospesi. Avvocati che oramai  non ce l’hanno fatta a pagare la quota d’iscrizione annuale all’ordine degli Avvocati, né la Cassa di Previdenza  nel minimo. Una Italia bloccata da una crisi epocale  che distrugge i professionisti di ogni ordine e grado ma soprattutto gli Avvocati. Il governo dovrebbe impallidire per la preoccupazione di questi dati. Oramai Senza clienti, o con clienti non piu’ paganti , in tanti preferiscono abdicare.La distruzione dell’Avvocatura è... [continua su IlSudOnline.it]
Sullo stesso tema segnalo anche altri precedenti post, tra cui anche alcune mie riflessioni.

giovedì 18 dicembre 2014

Legal automation? Dall’avvocato nel cassetto all’avvocato nella rete

Il timore di essere sostituiti da una macchina o da del software non risparmia nemmeno gli avvocati che si occupano di diritto e tecnologia. O forse è loro sogno (o il sogno dei loro clienti)?
Sono vari i casi in cui la rete fornisce servizi legali per così dire “automatizzati” e che quindi non coinvolgono direttamente un essere umano. Ovviamente l'intervento dell'essere umano c'è, ma è solo a monte, nella predisposizione delle logiche attorno alle quali questi servizi vengono realizzati.
Già le stesse Creative Commons rappresentano un... [continua a leggere su MySolutionPost]

Articolo uscito su MySolutionPost il 18 dicembre 2014. Vai a fonte originaria.

E sempre sullo stesso tema, segnalo anche: "Scoperta elettronica: che impatti avrà, o dovrebbe avere, su giustizia e professioni legali?" (link)

mercoledì 17 dicembre 2014

AGCOM: alcuni grafici sui primi mesi di operatività del regolamento sul diritto d'autore online

Attraverso un laconico comunicato stampa, AGCOM ha reso noti i dati sull’applicazione del suo discusso Regolamento sul diritto d’autore online e sull’operatività del sito relativo, dal 31 marzo di quest’anno al 30 novembre.

Ho realizzato alcuni grafici tratti dalle percentuali presenti nel comunicato.
Per qualche commento in più, si veda l'articolo Una AGCOM poco lucida uscito quest'oggi su Apogeonline.

Grafico 1) Delle 142 istanze totali regolarmente pervenute, la maggior parte ha riguardato opere fotografiche (il 33%) e audiovisive (il 32%). Seguono le istanze che hanno ad oggetto opere di carattere sonoro (15%), editoriale (11%) e letterario (4%), ivi inclusi e-book, manualistica in chiave educational e narrativa. Solo due istanze hanno riguardato i servizi di media audiovisivi.



Grafico 2) Tra i procedimenti pervenuti a conclusione alla data del 30 novembre, il 62% ha fatto registrare un adeguamento spontaneo da parte dei destinatari della comunicazione di avvio; il 29% è sfociato nell’adozione da parte dell’Autorità di un ordine di blocco del DNS dei siti segnalati; il 9% è stato archiviato dalla Commissione per i servizi e i prodotti.


lunedì 15 dicembre 2014

Google News e il pasticcio del copyright europeo. Carlo Piana: è una norma stupida

L'amico e il collega Carlo Piana è stato intervistato dal portale RaiNews sul delicato tema delle norme che vincolano gli aggregatori di news sul piano del copyright.
Invitato a commentare la decisione di Google di chiudere il servizio GoogleNews in Spagna ha dichiarato:

Devo dire che questa conseguenza l'avevano prevista in tanti, me compreso, sin da quando fu approvata una norma simile in Germania. Norma stupida: infatti molti si sono affrettati ad accordarsi con Google perché senza il traffico generato da Google News i loro già scarsi introiti erano crollati. La legge spagnola porta tale stupidità alla totale rimozione della libera concorrenza, perché non garantisce a nessuno di consentire di indicizzare e pubblicare liberamente la propria rassegna stampa, realizzando così un vero e proprio cartello imposto per legge.

Per leggere l'intero articolo, cliccate qui