venerdì 18 aprile 2014

Il nuovo testo dell'articolo 15 della Legge sul diritto d'autore

Riportiamo il testo dell'art. 15 della Legge sul diritto d'autore (L. 633/1941) come uscito dall'ultima modifica apportata dal Decreto Valore cultura dell'agosto 2013 (vedi la notizia).
La modifica agisce sul comma 2 precisandone la portata rispetto alla vecchia formulazione (che si riporta sotto a titolo di confronto).

ATTENZIONE: quasi tutti i testi della legge disponibili in rete riportano ancora la vecchia formulazione.
1) Il diritto esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico ha per oggetto, la esecuzione, la rappresentazione o la recitazione, comunque effettuate, sia gratuitamente che a pagamento, dell'opera musicale, dell'opera drammatica, dell'opera cinematografica, di qualsiasi altra opera di pubblico spettacolo e dell'opera orale.
 

2) Non sono considerate pubbliche l’esecuzione, la rappresentazione o la recitazione dell’opera effettuate, senza scopo di lucro, alternativamente:
a) entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero;
b) all’interno delle biblioteche, a fini esclusivi di promozione culturale e di valorizzazione delle opere stesse.


3) Non è altresì considerata pubblica l'esecuzione, rappresentazione o recitazione dell'opera nell'ambito normale dei centri sociali o degli istituti di assistenza, formalmente istituiti, nonché delle associazioni di volontariato, purché destinata ai soli soci ed invitati e sempre che non venga effettuata a scopo di lucro.

Questo è invece il vecchio testo della comma 2:
Non è considerata pubblica la esecuzione, rappresentazione o recitazione dell'opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell'istituto di ricovero, purché non effettuata a scopo di lucro.

Il processo al processo telematico

L'avvocato Nicola Gargano, esperto di informatica giuridica e autore -assieme a Paolo Della Costanza- del libro "Guida pratica al processo telematico" (Giuffrè) esprime in un blogpost le sue perplessità sull'imminente passaggio al processo civile telematico.
Siamo davvero pronti? Io tempo fa l'avevo chiesto attraverso un sondaggio online che aveva avuto un curioso esito... E soprattutto... siamo davvero consapevoli di come questo nuovo strumento rivoluzionerà il modo di lavorare di tutti gli studi legali? Io sono convinto che buona parte dei colleghi non abbia preso con la dovuta serietà la questione.

Leggiamo cosa dice Gargano in merito alle vulnerabilità del PCT emerse in questi ultimi mesi.


Meno 73. Sono questi i giorni mancanti al prossimo 30 giugno quando, volenti o nolenti saremmo obbligati ad adeguarci ad un nuovo modo di lavorare. La domanda è sempre la stessa, ed è quella che ci accompagna da quando è nato questo blog, ovvero: Siamo pronti?

La risposta questa volta è non lo so e, lo ammetto, persino io, a volte a ho avuto un po’ di paura ad effettuare i consueti depositi telematici.

I motivi? Ve li volevo raccontare da molto tempo ma, la paura di spaventare i colleghi ha sempre preso il sopravvento. Tuttavia in occasione della...
[continua a leggere l'articolo]

lunedì 14 aprile 2014

Il telegramma via PEC (non ce la possiamo fare)

Mi giunge via Twitter una chicca che non posso fare a meno di replicare qui: il telegramma via PEC!
A volte penso che è inutile sperare in una PA digitale.
(Ora si attende la PEC via telegramma. Vediamo se riescono a fare anche quella.)






fonte



Tot licentiæ, tot sententiæ. L'autore ha sempre ragione (o quasi)

Il fotografo chiede soldi per l’utilizzo di una foto pubblicata con licenza non commerciale; il giudice non capisce bene il senso.

Uno dei leit motiv dei miei seminari sulle licenze open è legato al concetto che, essendo le licenze atti di diritto privato, non sono legalmente valide o invalide a priori; bisogna valutare se risultano solide di fronte ad una controversia.
D’altro canto, avere casi giurisprudenziali (nel senso di... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline il 14 aprile 2014. Leggilo qui.

NOTA: Si tratta di un mio commento ad una recente sentenza tedesca sull'uso delle licenze Creative Commons, già commentata da Glyn Moody qui. A mio avviso questa volta il buon Glyn non ha centrato pienamente la questione.
La sentenza - come dice l'articolo in tedesco da me riportato - non arriva ad entrare nel merito del concetto di "uso non commerciale" ma rimane più in superficie, sulle modalità di applicazione della licenza.
Poi che la clausola "non commercial" sia problematica è cosa nota; ma IMHO in questo caso non è così pregnante. Commenti di altri giuristi sono bene accetti (scrivete pure qui sotto, oppure sotto l'articolo di Apogeonline).

venerdì 11 aprile 2014

Streaming per l'evento "esente SIAE" del 12 aprile 2014


IL FILMATO DELL'HANGOUT (trasmesso in diretta alle 17.30)
--nb: andate direttamente al minuto 1:50--


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L'articolo che ha prannunciato lo streaming

Come ho già scritto altrove, questo sabato (12 aprile 2014) ci sarà il primo evento nazionale "esente SIAE", un'iniziativa figlia del dibattito fermentato nei mesi scorsi in merito alle prassi applicate da SIAE, che a giudizio di molti non sono sempre trasparenti e adeguate al contesto digitale e frastagliato della musica di oggi.
Complici i social network (e in particolar modo alcuni gruppi Facebook), alcuni musicisti e attivisti del mondo della creatività indipendente italiana sono riusciti a portare all'attenzione di tutti questo tema che, fino a poco tempo fa, risultava di squisita competenza degli addetti ai lavori.
L'evento di sabato, nato da un'idea del musicista Andrea Caovini e sostenuto da varie associazioni e realtà indipendenti, ha lo scopo di dimostrare che, *ad alcune condizioni*, è possibile organizzare eventi di intrattenimento senza dover rendere conto preventivamente alla SIAE (su questo blog ho parlato più volte di questi temi dal punto di vista più che altro tecnico-giuridico; basti vedere tutti i post con la tag "siae").
In sostanza, sabato ci saranno -sparsi per il territorio nazionale- alcuni eventi di musica dal vivo di band non iscritte SIAE e che suoneranno opere fuori dalla competenza SIAE, senza che gli organizzatori si siano premurati di richiedere un permesso preventivo per l'utilizzo delle opere, come dovrebbe essere a rigor di logica e di buon senso. Ahimè, logica e buon senso non sempre sono l'ingrediente base delle norme e delle prassi burocratiche applicati in Italia, quindi l'iniziativa avrà comunque uno spirito "provocatorio" e diventerà una forma di "disobbedienza civile" rispetto a certe prassi burocratiche.
Da parte mia, ritenendo l'iniziativa meritevole di attenzione e considerandola un'ottima occasione per fare informazione e divulgazione, ho deciso di partecipare con un contributo che non sarà musicale ma appunto divulgativo sui retroscena giuridici (che poi sono l'essenza della questione).
Purtroppo nelle vicinanze della mia città non c'è alcun evento in cui possa intervenire fisicamente; dunque approfitterò dei potenti mezzi di Google per fare uno streaming su Hangout dalla mia scrivania.
L'idea è quella di dare la possibilità agli organizzatori dei vari eventi di effettuare un collegamento (con pc e proiettore) e alle webradio indipendenti che hanno sposato l'iniziativa di replicare e amplificare lo streaming.
L'appuntamento sarà dunque sabato 12 aprile dalle 17:30 alle 18:15. Lo streaming video sarà incorporato direttamente in questo post. A chiunque lo desiderasse fornirò il codice di Hangout per l'embedding dello streaming.