mercoledì 26 dicembre 2007

Il più bel regalo di Natale


E' la notte fra Natale e S.Stefano e mi trovo a inviare le ultime email di auguri, a spulciare un po' di siti lasciati in sospeso, a fare il bilancio dei regali ricevuti. Beh, anche in questo caso devo constatare la potenza della rete dato che il regalo più bello l'ho ricevuto da una persona che non conosco; o, quantomeno, non ho mai conosciuto direttamente, se non attraverso contatti on-line (forum, mailing-list, email). Il suo regalo è stato ordinarmi 18 copie del mio CD musicale con libro allegato uscito lo scorso luglio e che porta il titolo di "Appeso a un filo blu". L'acquirente "illuminato" ha dichiarato di volerle assolutamente prima di Natale per usarle come strenna natalizia. Con mio grande stupore ma anche soddisfazione ho preparato il pacco e ho spedito il tutto.
Mi chiedo davvero che faccia avranno fatto quei 18 malcapitati (o forse fortunati?) a ricevere tale regalo. "Aliprandi?!? E chi diavolo è Aliprandi!?! Che musica fa?!". E i più informati: "Ma Aliprandi mica faceva libri sul diritto d'autore?!?". ;-)
Penso poi al fatto che l'intera opera sia ormai da sei mesi liberamente scaricabile on-line, eppure a quanto in certi casi sia ancora d'impatto il possesso di un supporto materiale, con una confezione e tutto il suo corredo di souvenir. Probablmente quelle 18 persone difficilmente sarebbero state raggiunte da una mail con il link al sito; e, se anche lo fossero state, un messaggio promozionale via email non le avrebbe sicuramente persuase ad ascoltare l'opera quanto il possesso di un supporto con tutti i suoi fronzoli. E' così. Non è nè male nè bene. E' giusto che sia così. Abbiamo ancora bisogno dell'oggetto e non solo dei bit.
Quindi non posso far altro che ringraziare di cuore colui che ha avuto l'idea di questo strano regalo per aver dato 18 possibilità in più alla mia creatività di circolare e giungere a destinazione.
Un caro saluto e buone feste a tutti i lettori del blog.

martedì 18 dicembre 2007

La voce della frontiera digitale per la riforma del diritto d'autore

Solo un breve post di aggiornamento, che non aggiungerà nulla a quanto già è stato scritto in molte sedi, ma che mi consentirà di non "perdere il treno" su una materia così centrale per questo blog.
In sostanza, nei giorni scorsi si è concluso il dibattito nato in seno al network Frontiere Digitali e mirato a produrre un documento unitario da sottoporre all'attenzione della Commissione Gambino. Tre sono i membri della Commissione che si sono fatti portavoce del network Frontiere Digitali (Arturo Di Corinto, Lorenzo De Tomasi, Marco Scialdone). Gran parte del lavoro è stato fatto attraverso lo strumento della lista di discussione "digitalfreedomweek", i cui archivi sono disponibili online qui: consiglio vivamente di sfogliarli (soprattutto in merito agli ultimi tre mesi), visto l'elevata qualità e consistenza degli argomenti trattati. Altro strumento di stesura collaborativa è stato il wiki "open ddl" (cioè "disegno di legge open") accessibile qui.
Io ho cercato di apportare il mio piccolo contributo al dibattito e devo ammettere che seguire le evoluzioni della lista è stato per me un ottimo esercizio di aggiornamento e approfondimento scientifico. Ringrazio tutti coloro che hanno dedicato (e tutt'ora dedicano) tempo e passione a quest'opera di sensibilizzazione e informazione.
Quest'oggi (18dic07) è il giorno stabilito per la consegna dei documenti conclusivi della Commissione Gambino ai rappresentanti del Governo, che dovranno concretizzare la legge di riforma. Ora non resta che stare a vedere cosa succede.
NB: ciò non significa che il dibattito non rimanga ancora aperto (sia nella lista sia sul wiki) dato che di cose su cui riflettere ce ne sono molte e ce ne saranno sempre, visto il tipo di materia.

martedì 27 novembre 2007

Lettera al Prof. Gambino

Pur con un po' di ritardo rispetto ad altri, ho anch'io sottoscritto la lettera pubblica inviata al Prof. A.M. Gambino, presidente del Comitato Consultivo Permanente per il diritto d'autore, che ha iniziato i lavori lo scorso mese di ottobre.

La lettera è un documento-programmatico (e in un certo senso un manifesto) che raccoglie le voci dei più importanti network di associazioni, gruppi spontanei e attivisti privati nel ramo del diritto dell'ICT (information and communication tecnologies) e in generale del mondo della produzione e promozione culturale, nella direzione di una concreta rivisitazione dei principi della proprietà intellettuale e dell'accesso alla conoscenza. Fra i primi firmatari del documento si trovano i portavoce di Piratpartiet, Frontiere Digitali, Free Hardware Foundation, Computerlaw.it, Linux Club Italia, Associazione Net-Left, Associazione Partito Pirata.

Il Progetto Copyleft-Italia.it di cui sono coordinatore e portavoce, per le tematiche toccate e per la vicinanza intellettuale a gran parte dei gruppi in questione, non può che aggiungersi alla fitta lista dei firmatari. Qui trovate il testo completo della lettera; mentre a questo link potete verificare la mia sottoscrizione (n. 999) e sottoscrivere a vostra volta il documento, se lo ritenete rappresentativo dei vostri interessi (come spero che sia). Tutto ciò – sia ben chiaro – al di là di ogni intento politico/politicizzato, ma unicamente per proseguire nell'opera di divulgazione e sensibilizzazione fin qui portata avanti.

venerdì 16 novembre 2007

L'esigenza di dati geografici liberi


Ieri sono stato ospite del workshop "Libertà e open source nella telemobilità" organizzato da GFOSS - Associazione italiana per l'informazione geografica libera e tenutosi all'interno del Telemobility Forum 2007 (Autodromo di Monza, 14 e 15 novembre 2007).
Temi chiave del workshop sono stati: il concetto di libertà in ambito di tecnologie e informatica, l'importanza dei dati geografici liberi, riflessioni sui vantaggi di software libero e hardware libero in ambito GIS (cioè, Sistema Informativo Geografico).
In particolare nel dibattito è emersa l'esigenza di fare chiarezza sulla qualificazione giuridica dei dati geografici nonchè di predisporre un modello di licenza che possa garantire i principi di libertà tipici el mondo FLOSS anche nel settore GIS. E' possibile approfondire il tema seguendo la lista pubblica di discussione della comunità GFOSS (nov.07 e threads seguenti).
E' un settore -quello del GIS- per me abbastanza nuovo, ma mi è bastato prendere parte al dibattito di ieri mattina per capire quante problematiche a me familiari esso vada a toccare trasversalmente. E' stato anche interessante entrare in contatto diretto con la comunità di GFOSS per apprezzare il lavoro di informazione e sensibilizzazione che sta svolgendo in questa direzione (che poi è la direzione verso cui io stesso mi sto impegnando). Spero che da ciò possa nascere una proficua sinergia.
Nella foto, alla mia destra Paolo Cavallini che ha coordinato l'iniziativa. Altre foto della giornata, sono disponibili qui.
Qui trovate un report della giornata a firma dello stesso Paolo Cavallini.


giovedì 8 novembre 2007

La Siae si apre al copyleft. (Speriamo che sia la volta buona)

Riporto con piacere anche nel mio blog.

LA NOTIZIA: Dopo un breve trattativa, condotta da Ermanno Pandoli, la Siae ha accettato di avviare, in collaborazione con la Free hardware foundation e lo sportello Liberius, una versione italiana del progetto pilota olandese, attuato da Creative Commons Netherlands e Buma/Stemra.

IL COMUNICATO STAMPA: La Siae ha avviato un progetto pilota per il riconoscimento delle licenze con alcuni diritti riservati (tra cui le Creative Commons), in collaborazione con Free hardware foundation Italia. [leggi tutto il comunicato]

Speriamo che l'apertura dimostrata non rimanga solo sulla carta e finalmente si riesca ad apportare una proficua innovazione in questo senso.
I miei più sentiti complimenti ai promotori dell'iniziativa. Cercherò di apportare il mio contributo. E chissà che anche la mia opera di divulgazione fin qui portata avanti abbia contribuito (e contribuisca) alla maturazione di questo progetto? Dai... lasciatemelo credere. ;-)

venerdì 2 novembre 2007

La Sardegna per il Software libero (convegno a Cagliari)

Un breve reportage dopo il convegno "Software libero: un modello di sviluppo per il territorio" tenutosi il 31 ottobre 2007 presso il T-Hotel di Cagliari.
Per diretta ammissione degli organizzatori, l'evento ha superato le aspettative nella sua riuscita, sia per l'affluenza di pubblico che per il livello del dibattito scientifico creatosi. Da parte mia, è stata una proficua occasione per trovarmi a contatto con alcuni colleghi attivisti del settore, nonchè di proseguire con la mia opera di divulgazione connessa al progetto Copyleft-Italia. Durante il convegno, grazie alla disponibilità dell'organizzazione, sono stati infatti distribuiti alcuni materiali da me curati: il Compendio di libertà informatica e cultura open, il Vademecum sul copyleft, l'articolo di Carlo Piana sulla GPL 3.
Dei miei due interventi, è risultato sicuramente più sostanzioso quello del pomeriggio, grazie anche al maggior tempo a disposizione.
Sul sito del convegno sono disponibili i materiali forniti dai relatori. Ci sono anche le slides del mio breve intervento mattutino: lo ammetto, non contengono nulla di interessante; mi sono servite più che altro come scaletta e come "vetrina". Mentre le slides di alcuni altri relatori sono davvero interessanti (poichè danno un'efficace immagine dello stato dell'arte) e consiglio a tutti di visionarle.

lunedì 29 ottobre 2007

Quifree.it. Evento libero per menti libere.

In questi giorni si è tenuto Quifree, un evento compreso nel Festival della creatività promosso dalla Regione Toscana.
Ho tenuto un intervento dal titolo "Copyleft: spontaneo spiraglio di innovazione culturale", all'interno del panel "Copyright, Copyleft e ... etica hacker" della mattinata di sabato 27 (presieduto da Antonella Beccaria).
Ho voluto fare un intervento un po' fuori dagli schemi. Per una volta mi potevo permettere (visto il contesto) di evitare tutta la "pappardella" introduttiva sul concetto di copyleft e sui suoi fondamenti giuridici. Sono andato subito al nucleo dell'argomento sostenendo in sostanza che il copyleft sotto tutte le sue manifestazioni (Free software, Open Source, Creative Commons, OpenAccess, Opencontent...) non ha fatto altro che dare un nome e una forma giuridica ben precisa ad un fenomeno spontaneo, connaturato all'attuale panorama della comunicazione telematica e della creatività digitale. Metaforicamente, il copyleft non tanto come invenzione ma come creatura nata per partenogenesi dalle nuove esigenze di comunicazione e condivisione che ogni giorno si evolvono.
Con ciò - sia ben chiaro - non c'è la minima intenzione di sminuire la portata rivoluzionaria di questo nuovo modello di gestione e distribuzione delle creazioni intellettuali. Ci mancherebbe! Sarebbe quasi come sputare nel piatto in cui ho mangiato... ;-)
La mia intenzione - visto il poco tempo, vista la posizione in scaletta e visto il contesto più "giornalistico-divulgativo" che tecnico-giuridico - era più che altro quella di stuzzicare la riflessione nei partecipanti e suscitare un dibattito un po' trasversale e meno banale del solito.
E' stato interessante sperimentare questa nuovo approccio di public-speaking. Spero che al più presto siano disponibili i filmati degli interventi di Quifree, anche perchè di carne al fuoco ce n'è stata molta e sarebbe un peccato perdersi per strada alcuni pezzi.
Intanto un ringraziamento agli organizzatori e i miei complimenti per la riuscita dell'evento.
Qui potete trovare il filmato intero del mio panel.

martedì 23 ottobre 2007

Perché un blog personale?

Perché è un modo efficace di comunicare e informare, nonché un'ottima vetrina per le proprie attività, idee, iniziative, riflessioni...
Perché d'altronde un sito statico [nb: nel senso tecnico del termine] com'è Copyleft-italia.it (vai) non permette l'agilità di aggiornamento e la flessibilità d'uso di un sito dinamico (com'è invece un weblog).
Perché in un blog personale posso parlare anche di tematiche trasversali e contingenti, non necessariamente attinenti all'ambito del copyleft e dell'evoluzione del diritto d'autore.
Ma anche perché un blog strutturato come questo mi consente una costante interazione con il pubblico, raccogliendo così feedback e commenti, stimolando e partecipando a dibattiti in rete.
E... - perché no? - anche perché fa molto “cool” avere un blog; è un po' la moda degli ultimi anni; inutile negarlo. E per una volta che una moda si è risolta in qualcosa di innovativo e costruttivo a livello culturale, perché non seguirla?
Spero che leggere le pagine del mio blog in qualche modo vi arricchisca quanto arricchisce me scriverle.

Per avere una panoramica completa delle mie attività, tenete sempre presente anche questi riferimenti:
- www.copyleft-italia.it
- www.myspace.com/simonealiprandi
- www.myspace.com/copyleftitalia

Simone Aliprandi – Milano, 23 ottobre 2007