martedì 22 dicembre 2009

Gli orologi e tutte quelle pile sprecate


Un post ambientalista come strenna natalizia.
Nelle ultime settimane ho girato vari negozi di orologeria alla ricerca (ahimè senza successo) di un orologio automatico che non mi porti via un mese intero di stipendio.
Ho realizzato che in generale gli automatici sono merce rara, trattata solo da gioiellerie e orologerie di un certo livello. Ma tutti gli altri negozi??? Ovviamente hanno i più accessibili e modaioli orologi al quarzo alimentati a pila.
L'altro giorno proprio nella vetrina di uno di questi negozi (uno di dimensione medio-piccola) ne ho contati più di cento. Tutti funzionanti e sincronizzati. Mi chiedo: per apprezzare le caratteristiche di un orologio esposto è davvero necessario vedere le lancette che segnano l'ora esatta??? So che di media la batteria di un orologio dura circa due anni. E so che un orologio prima di essere venduto rimane qualche mese in vetrina.
Tra l'altro, oltre agli esemplari esposti in vetrina bisogna considerare anche tutti quelli disponibili all'interno del negozio (nei cassetti, nelle vetrinette interne...), che solitamente sono anch'essi pienamente attivi (d'altronde, non sia mai che lì all'interno delle loro scatole e armadietti non segnino l'ora esatta!).
Detto questo, se pensiamo a quanti sono nel mondo i negozi come quello(anzi, spesso molto più grandi), ci rendiamo conto di quante piccole pile vengono consumate INUTILMENTE e STUPIDAMENTE. E, per quanto ne so io, le pile non sono certo uno dei rifiuti più simpatici da smaltire.
Ah... per chi non lo sapesse... se avete nel cassetto tre o quattro orologi a pile che mettete una volta ogni tanto, ricordatevi che basta tirare la corona di due scatti per scollegare la batteria ed evitare che si consumi inutilmente.
Un Buon Natale ambientalista a tutti.