martedì 25 settembre 2012

Crowdfunding per un libro CC? Proviamo!

Era da un po' che ero incuriosito dal fenomeno del "crowdfunding" e alla fine ho deciso di fare un esperimento con la versione in spagnolo del libro "Creative Commons: manuale operativo" (che è in lavorazione proprio in questi mesi).
Ovviamente, il libro è rivolto più che altro ad un'audience di spagnoli e sudamericani, ma confido che anche tra gli italiani si possano trovare alcuni generosi finanziatori per il progetto.
Se non sapete che cosa sia il crowdfunding, vi riporto in breve la definizione di Wikipedia:
Il crowd funding o crowdfunding (dall'inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.
In parole semplici... chi volesse sostenere il progetto può andare sull'apposito sito e fare una donazione; al raggiungimento della somma indicata come budget per la realizzazione del progetto (nel mio caso, 1300 euro), i fondi vengono trasferiti dalla piattaforma di crowdfunding al responsabile del progetto (viene trattenuta dal gestore del sito una piccola percentuale a titolo di commissioni). Se invece la soglia non viene raggiunta, nessun fondo viene trasferito e le donazioni vengono restituite ai generosi donanti.
Si noti che nella maggior parte dei casi le donazioni non sono veri e propri atti di liberalità, ma più che altro degli acquisti anticipati (come delle prenotazioni) di prodotti legati al progetto (nel mio caso, copie del libro).
Beh se avete afferrato il senso di questo sistema... o semplicemente siete colti da un impeto di generosità... potete recarvi sull'apposita pagina di Ulule (servizio di crowdfunding basato in Francia) dedicata al libro Creative Commons: guìa de usuario e fare la vostra donazione. Così vedrete il grafico a forma di uovo riempirsi pian piano.
Ah... un'ultima cosa importante; il tempo per finanziare il porgetto è limitato: 40 giorni! Quindi affrettatevi.

lunedì 24 settembre 2012

Non solo LinuxDay. Libertà di associazione

Il 15 settembre scorso si è tenuto in tutto il mondo e in tre sedi italiane il Software Freedom Day 2012.

Articolo uscito su Apogeonline il 24 settembre 2012.
Leggilo qui.

venerdì 21 settembre 2012

Una causa persa. Vittorie di Pirro e verdetti provvisori

Tutto va pensato della diatriba legale tra Apple e Samsung, salvo che si tratti di un verdetto definitivo e autorevole.
Alcuni miei commenti sulla sentenza che ha infiammato (forse troppo) le cronache del rientro dalle ferie 2012.

Articolo uscito su Apogeonline il 21 settembre 2012.

venerdì 14 settembre 2012

New law about open geodata in Italy

On August 7, 2012 Italian parliament approved a new law (legge n. 135/2012) related to the socalled "public spending review" where we can find an interesting reform about open geodata.
Here is an English translation of the first part of Article 23, Paragraph 12-quaterdecies:
To support the development of applications and services based on geospatial data and to develop the technologies of Earth, including for environmental protection, risk mitigation and scientific research, all the data and information acquired from soil, air and satellite platforms and financed by public resources must be available to all the potential users, within the limits imposed by reasons of safeguarding national security.
It is a good piece of news in the field of openness for Italy. Now we have only to hope that this new rule become effective soon in all the Italian public administrations and not just a nice principle.
- - -
Second part of the paragraph includes some specific references to the Italian state apparatus and is hard to correctly translate in English. If you want to read also the second part of the paragraph and a few comments about it, a longer article by me is available here.

giovedì 13 settembre 2012

Dati geografici: dove ci troviamo (e dove no)

Buone risposte dalla Pubblica Amministrazione per quanto riguarda i dati geografici. E anche qualche domanda.
Ecco un mio commento sulla nuova legge che rende "open" i dati geografici raccolti e gestiti dalla PA.

Articolo uscito su Apogeonline il 13 settembre 2012.
Leggilo qui.

mercoledì 12 settembre 2012

Autori inconsapevoli. Una mia intervista uscita su La Nuova Provincia di Biella

[intervista raccolta da Emanuele Policante e uscita il giorno 8 settembre 2012]


la versione integrale dell'articolo come pubblicata su La Nuova Provincia di Biella
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)


1 - Il diritto d'autore riguarda un prodotto d'ingegno strettamente professionale o tutto ciò che l'utente produce nella e per la rete?

La mia ricerca si è occupata di diritto d'autore in senso più ampio. Anche perchè la distinzione in quelle due categorie non esiste e non avrebbe molto senso: un'opera è soggetta a diritto d'autore in base al suo grado di creatività e non in base al circuito in cui circola. Dal punto di vista strettamente giuridico il film hollywoodiano e il piccolo filmato amatoriale caricato su Youtube hanno lo stesso tipo di tutela.
L'unica particolarità della mia ricerca (che tra l'altro si evince dal suo titolo) è che cerca di mettere a fuoco le problematiche emergenti nel campo del diritto d'autore a causa della transizione, ormai avvenuta, all'era del digitale e dell'interconnessione telematica.

2 - Secondo quanto emerge dalla tua ricerca, che percezione hanno gli utenti del diritto d'autore?

C'è un grafico che permette di visualizzare tutte le principali risposte in materia di percezione (ovvero il grafico relativo al quesito 3.5) e dalle quali ad esempio si estrapola che il 70% dei  rispondenti concorda che il download di contenuti senza rispetto del copyright sia non proprio lecito ma comunque molto comune e  generalmente accettato. Oppure il 60% concorda che si tratti di un fenomeno socialmente utile perchè consente di diffondere cultura. E ancora il 70% dei rispondenti concorda nel pensare che in realtà quel fenomeno danneggi soprattutto le aziende produttrici e non tanto gli autori.

3 - Nella tua ricerca è interessante il dato di acquisizione d'informazione sulle condizioni d'uso; pochi le leggono, come mai?

Internet è il regno del tutto facile, tutto subito e tutto gratis. E quindi ci ha reso particolarmente pigri. Gran parte delle richieste di chiarimento che ricevo alla casella email di Copyleft-Italia.it in realtà trovano risposta con una banalissima ricerca su Google. Eppure la gente preferisce ricevere la risposta pronta e su misura via email. Quindi figuriamoci se la gente ha voglia di leggere delle noiose e lunghe pagine con termini d'uso e licenze!
Inoltre c'è anche quell'idea, a mio avviso aberrante, per cui "il diritto d'autore è una cosa che non mi tange; è solo per addetti ai lavori; ci sarà qualcun altro che ci pensa al posto mio". E invece è proprio lì l'errore: nella società dell'informazione tutti facciamo azioni che potenzialmente hanno ripercussioni dal lato del diritto d'autore.

4 - Che differenze ci sono tra gli utenti italiani e quelli degli altri paesi?

I due gruppi (Studio 1 - Italia e Studio 2 - resto del mondo) in cui ho diviso i dati raccolti in realtà sono molto diversi quanto a caratteristiche demografiche, anche se le risposte fornite nella maggior parte dei casi non risultano così diverse. Per come ho impostato la ricerca però direi che lo studio che fornisce risultati più affidabili è quello relativo all'Italia in quanto ha un numero di  rispondenti molto più ampio. Lo studio 2 è dichiaratamente uno studio di controllo, ovvero uno studio che ha la principale funzione di fare dei confronti e dei parallelismi con lo studio principale (studio 1).

5- Quali sono gli inconsapevoli comportamenti a rischio degli utenti?

In realtà di inconsapevolezza non ce n'è poi molta. L'impressione che ho è che buona parte degli utenti sia un po' nevrotizzata da una contraddizione di fondo: da un lato sembra che comunque siano consapevoli della non liceità di alcuni comportamenti lesivi del diritto d'autore, dall'altro però sembra che non temano concrete ripercussioni legali e quindi continuino a comportarsi come se in realtà il diritto d'autore non ci fosse. Per dirla in una frase: "Sì lo so che non si può, ma tanto lo fanno tutti; non verranno mica a rompere le scatole a me!"
[NB: il titolo di "ricercatore universitario" mi è stato attribuito per errore nell'articolo]

martedì 4 settembre 2012

I risultati della mia survey sul copyright nell'era digitale

Forse qualcuno necessita di un riepilogo delle puntate precedenti.
Il 1° febbraio 2011 annunciai su Internet (attraverso vari canali come mailing lists, social network, articoli...) l'apertura di una web survey su alcuni aspetti di carattere sociologico relativi al diritto d'autore nell'era digitale. Si trattava di un questionario abbastanza consistente che ho realizzato come parte della mia ricerca di dottorato e che ho appunto promosso online sia in versione italiana che in versione inglese.
Fin dall'inizio ho sempre promesso "solennemente" che tutti i risultati della ricerca (ovvero i dati e le opere scientifiche e divulgative basate su di essi) sarebbero stati diffusi con un approccio "open", utilizzando licenze di libera distribuzione. Adesso che il mio dottorato si è concluso e ho discusso la tesi, è giunto il momento di tener fede a questa promessa.
Questo sito, quindi, è una sorta di estratto/derivazione della mia tesi di dottorato intitolata "Il diritto d'autore nell'era digitale. Una ricerca empirica su comportamenti, percezione sociale e livello di consapevolezza tra gli utenti della rete" e discussa nel gennaio 2012 presso il dottorato in Società dell'informazione dell'Università di Milano Bicocca.
Ecco l'url ufficiale: www.aliprandi.org/copyrightsurvey. Buona navigazione.
___________________________

- vedi intervista raccolta da Flavia Marzano e uscita il 04/09/12 su Wired.it
- vedi articolo precedente relativo alla prima presentazione pubblica dei risultati presso l'Università Bocconi
- vedi articolo precedente con indice generale della tesi di dottorato

A survey about copyright in the digital age: finally the results!

Maybe you all need a recap of the previous episodes.
On February 1, 2011 I announced on the web (via several mailing-lists and blog posts) the opening of a survey about some sociological issues related to copyright in the digital age. It was an online questionnaire that I realized as a part of my PhD research. Since that initial announcement I have always “solemnly” promised that all the results would be released with an “open approach”.
Now my PhD program has closed, my thesis has been defended, and the data has been adequately processed and commented; so it is the moment to publish them, using open content licenses, both on the web and in open access journals.
I realized a small website where you can browse a general presentation of the survey and its most interesting results. The website is a sort of "blog" and you can leave your comments and suggestion directly in its pages. All your comments and suggestions will be very very precious, since I am thinking about re-proposing the survey in the future.
A few papers and articles based on the data will come soon and will be added to the "related articles" page of the website.
Obviously, feel free to share this announcement wherever you want.
The official link is: www.aliprandi.org/copyrightsurvey.