giovedì 27 giugno 2013

Campagna "Regaliamo ai cancellieri un codice di procedura aggiornato"

Voglio concedere la giusta visibilità ad una nuova campagna di sensibilizzazione intitolata "Regaliamo ai cancellieri un codice di procedura aggiornato".
Sì, perchè credo che una campagna di questo tipo sia proprio necessaria.
Infatti, il testo dell'art. 136 c.p.c. relativo alle comunicazione di cancelleria è stato infatti modificato definitivamente da più di sei mesi... eppure sembra che ciò non sia arrivato all'orecchio degli operatori degli uffici giudiziari.
Nulla di scandaloso; in fondo, in un sistema legislativo complesso e farraginoso come il nostro può capitare che qualche riforma sfugga. Ecco perchè è importante fare la nostra parte e aiutarli.
Se anche tu sei un avvocato, o un praticante, o un impiegato di studio legale e anche tu tutti i giorni ti vedi quegli sguardi allo stesso tempo disorientati e scocciati, se anche tu sei stanco di sentirti dire "niente PEC, noi inviamo solo FAX!"... allora non puoi rimanere indifferente. Quindi, non lasciamoli soli e partecipiamo attivamente a questa campagna!
Come?! Semplice. Stampiamo varie copie dell'art. 136 e teniamole sempre con noi. Sul retro del foglio stampiamo invece il testo dall'art. 16 d.l. 179/2012, che con estrema chiarezza rende obbligatorio l'utilizzo della PEC come mezzo di comunicazione prioritario. Riportiamo in calce un estratto delle due norme.
Nel caso incontrassimo un cancelliere non ancora informato del fatto che anche la burocrazia giudiziaria italiana ha fatto un grosso passo per uscire dal medioevo, tiriamo prontamente fuori il testo dell'articolo e doniameglielo.
Vedrete che, dopo qualche insulto e maledizione, prima o poi qualcuno apprezzerà questo vostro gesto altruista e vi ringrazierà. E statene certi, anche gli alberi abbattuti per rifornire di carta i nostri fax vi ringrazierebbero, se solo potessero parlare.

Una campagna di sensibilizzazione a cura del CUMeB (Comitato per l'Uscita dal Medioevo Burocratico). Approvata dal Ministero del buon senso con D.M. 8429/2013.
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Il testo aggiornato dell'art. 136 c.p.c.
Il cancelliere, con biglietto di cancelleria fa le comunicazioni che sono prescritte dalla legge o dal giudice al pubblico ministero, alle parti, al consulente, agli altri ausiliari del giudice e ai testimoni, e dà notizia di quei provvedimenti per i quali è disposta dalla legge tale forma abbreviata di comunicazione.
Il biglietto è consegnato dal cancelliere al destinatario, che ne rilascia ricevuta, ovvero trasmesso a mezzo posta elettronica certificata, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.
Salvo che la legge disponga diversamente, se non è possibile procedere ai sensi del comma che precede, il biglietto viene trasmesso a mezzo telefax, o è rimesso all’ufficiale giudiziario per la notifica.
Il testo dell'art. 16, comma 4, del d.l. 18 ottobre 2012 n. 179.
Nei procedimenti civili le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all'indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni, secondo la normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Allo stesso modo si procede per le notificazioni a persona diversa dall'imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale. La relazione di notificazione e' redatta in forma automatica dai sistemi informatici in dotazione alla cancelleria.

mercoledì 26 giugno 2013

Bisogna pagare la SIAE anche se si suona musica non SIAE?

Dalla rubrica "Chiedilo all'avvocato" del sito Rockit.it.

Domanda:
Spesso succede che, se si organizzano eventi di musica dal vivo con artisti non iscritti alla SIAE e che eseguono brani non registrati alla SIAE, l'ufficio SIAE locale chieda comunque il versamento di un forfait, che verrà restituito solo dopo le dovute verifiche. E' legittimo?

Risposta:
Questo è uno dei temi più caldi e dibattuti. Giustamente viene spesso da chiedersi perché si dovrebbero versare dei soldi alla SIAE se la SIAE non ha nulla a che fare con la musica suonata in quell'occasione. Il problema però sta in una sorta di “presunzione” secondo cui, essendo il repertorio musicale gestito dalla SIAE davvero immenso (si pensi che gestisce anche gli autori del resto del mondo, attraverso accordi con le collecting society estere), si presume che sostanzialmente in uno spettacolo di 2-3 ore qualche brano tutelato dalla SIAE ci scappi quasi sicuramente. E visto che l'unico modo per verificare se davvero non ci è scappato è quello di chiedere comunque la compilazione del programma musicale (borderò) ed eventualmente registrare la serata, ecco che i responsabili degli uffici SIAE spesso applicano un'interpretazione molto conservatrice delle regole (che – bisogna dirlo – sono tutt'altro che chiare). La scelta di far versare un forfait in anticipo è più che altro un modo per loro per “mettere le mani avanti” nel caso qualche organizzatore di eventi musicali ne approfitti, dichiarando il falso e poi lasciando che si suonino brani in gestione SIAE anche senza autorizzazione. Ad ogni modo, da tempo si attende che la SIAE fornisca chiare direttive su questo tema; e nel frattempo ogni sede distaccata SIAE si autoregola secondo le sue prassi. Non è certo una situazione ottimale, ma spesso adattarsi alle loro richieste è l'unico modo per evitare di avere ulteriori complicazioni.

Ein rechtliche Dokument für die Open (Geo-) Daten

Ein Forschungs-Dokument von Simone Aliprandi und Carlo Piana für FreeGIS.net Projekt.

- Release: June 2013 – original version of this document available at www.freegis.net.
- License: Creative Commons Attribution – Share Alike 3.0 unported (see the license)

 
This document is an offspurt of the article Open licensing and databases, published in International Free and Open Source Software Law Review (Vol 4, No 2, 2011) and availble at this link

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Hier Finden Sie das erste Dokument, welches von den Experten (beauftragt mit WP 5 "FreeGIS Data Licence") des Advisory Board in dem Projekts FreeGIS.net hervorgebracht wurde (https://www.freegis.net/it/project).
Hier werden die verschiedenen Normen/Richtlinien und Policies in Bezug auf die gemeinsame Nutzung von Geodaten erläutert . Diese vorläufige Analyse ist die Grundlage für die Herstellung der darauffolgenden Dokumenten : FreeGIS.net Datum License 1.0 und 2.0, sowie die Schaffung des Weißbuches mit den Leitlinien für die PAs. Das Dokument, ist sehr wichtig für die Ausgabe von öffentlichen Daten insbesondere im Hinblick auf die Geodaten.

A legal framework of open (geo)data

A research document by Simone Aliprandi and Carlo Piana for FreeGIS.net Project.

- Release: June 2013 – original version of this document available at www.freegis.net.
- License: Creative Commons Attribution – Share Alike 3.0 unported (see the license)


This document is an offspurt of the article Open licensing and databases, published in International Free and Open Source Software Law Review (Vol 4, No 2, 2011) and availble at this link.

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This is the first document produced by two experts involved in the Advisory Board of the Project FreeGIS.net and commissioned to stage 5 WP "FreeGIS Date Licence" (https://www.freegis.net/it/project).
The document deals with all the rules and policies regarding the sharing of spatial data. This preliminary analysis is the basis for the production of subsequent documents: FreeGIS.net DateLicense 1.0 and 2.0, and the creation of the White Paper containing the guidelines for the PAs. The explanation and understanding of these dynamics is essential in order to proceed properly. It is recommended to pay d attention to this document, which serves as the basic legal framework for the issue of public data with particular regard to geographical and spatial data.


martedì 25 giugno 2013

Avvocati dipendenti di altri avvocati: triste realtà o stortura del sistema?

Tra fare l'avvocato e fare l'impiegato di un avvocato c'è una "sottile" differenza. Eppure la deriva verso la para-subordinazione degli avvocati è ormai in fase avanzata, con conseguenze sostanziali anche a livello di reddito e condizioni di lavoro.

Articolo uscito su LaLeggePerTutti il 25 giugno 2013.
Leggilo qui.

domenica 23 giugno 2013

Un inquadramento giuridico del tema open (geo)data

Analisi delle policies di condivisione dei dati spaziali.
Un inquadramento giuridico del tema open (geo)data
(WP 5 - Documento 1)

Un documento redatto da Simone Aliprandi e Carlo Piana per il Progetto FreeGIS.net.

- Release: June 2013 – original version of this document available at www.freegis.net.
- License: Creative Commons Attribution – Share Alike 3.0 unported (see the license)

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E' questo il primo documento prodotto dai due legali coinvolti nell'advisory board del Progetto FreeGIS.net e chiamati ad occuparsi della fase WP 5 del piano di lavoro.
In esso si illustrano le varie norme e policies riguardanti la condivisione di dati spaziali. Questa analisi preliminare è la base per la produzione dei documenti successivi che sono FreeGIS.net Data License 1.0 (WP5 - Documento 2) e FreeGIS.net Data License 2.0 (WP 5 - Documento 4), e per la creazione del libro bianco contenente le linee guida per le PA (WP 5 - Documento 3). La spiegazione e la comprensione di tali dinamiche teorico-giuridiche è essenziale per procedere correttamente; dunque si consiglia di prestare la dovuta attenzione al presente documento, che funge da inquadramento giuridico di base in materia di rilascio di dati pubblici con particolare riguardo all'ambito dei dati geografici e spaziali.

I fondamenti teorici su cui si basa questo documento sono stati anche oggetto del seminario "Strumenti giuridici per l'open data" tenutosi nel novembre 2012 presso il TIS Innovation Park di Bolzano. A questo link sono diponibili le slides e il filmato dell'intero seminario.


NB: Buona parte del lavoro svolto per il progetto FreeGis.net è confluito nel libro "Il fenomeno open data. Indicazioni e norme per un mondo di dati aperti", disponibile online al sito www.aliprandi.org/fenomeno-opendata

venerdì 21 giugno 2013

Eufemisticamente riparte l’Agenda Digitale. Decreto del fare: un continuo parlare

Il nuovo governo decreta; la vecchia informatizzazione della Pubblica Amministrazione forse finalmente si muove.

Lo aspettavamo ed è arrivato, il primo intervento normativo del governo Letta che si occupa di Agenda Digitale. In realtà si tratta solo di alcuni articoli di ...

Articolo uscito su Apogeonline il 21 giugno 2013.
Leggilo qui.

mercoledì 19 giugno 2013

Corso di informatica giuridica per chi proprio non ce la fa. Lezione 1: la firma digitale

Premessa: questo corso fa riferimento al concetto di "firma digitale" nel senso di "firma elettronica qualificata ex art. 21 del D.Lgs. 82/2005".


Parte 1: la firma digitale NON è la firma autografa fatta su carta, poi scannerizzata e copiaincollata in calce ad un file.

Parte 2: se ricevete un file con una semplice firma autografa scannerizzata e copiaincollata, non è detto sia stato davvero l'autore della firma a mettercela. Ergo quel documento non vale un tubo se il titolare lo disconosce (o quantomeno, dobbiamo affidarci al libero apprezzamento del giudice nel caso di un processo).
 

Parte 3: conosco gente che sul suo PC ha una cartella con dentro i file di immagine delle firme di varie persone (ritagliate dai pdf di altri documenti), da apporre a piacere sui documenti a seconda delle esigenze.
 
Esercitazione: l'alunno prenda un qualunque documento contenente una firma autografa di persona a lui estraneo (esempio: un assegno, un contratto, un lettera cartacea), scannerizzi il documento limitatamente alla firma, salvi tale firma in un file di immagine e lo apponga in calce ad un file doc da lui stesso redatto. Dopo qualche minuto di riflessione, l'alunno si interroghi sul valore di tale documento.

Approfondimento: l'alunno, dopo aver completato l'esercitazione di cui sopra, qualora sia convinto che tale documento possa avere una sua validità e che comunque possa essere utilizzato per impegnare l'ignaro titolare della firma autografa, legga le definizioni dei reati di falso ideologico e falso materiale prevista dal nostro codice penale (http://it.wikipedia.org/wiki/Falso_(ordinamento_penale_italiano)).

martedì 18 giugno 2013

Conti in tasca agli avvocati: le spese fisse della libera professione

Quota di iscrizione all’ordine, contributi alla Cassa Forense, assicurazione obbligatoria: fare l’avvocato può arrivare a costare circa 5mila euro all’anno: ecco il dettaglio delle spese da affrontare.
Quota di iscrizione all’ordine, contributi alla Cassa Forense, assicurazione obbligatoria: fare l’avvocato può arrivare a costare circa 5mila euro all’anno: ecco il dettaglio delle spese da affrontare.
Quota di iscrizione all’ordine, contributi alla Cassa Forense, assicurazione obbligatoria: fare l’avvocato può arrivare a costare circa 5mila euro all’anno: ecco il dettaglio delle spese da affrontare.

Articolo uscito su LaLeggePerTutti.it il 18 giugno 2013. Leggilo qui.
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Cari colleghi avvocati (e in generale liberi professionisti), da stamattina è in rete questo mio articolo sulle spese fisse imposte a chi vuole svolgere la professione. E' diventato nel giro di nemmeno mezza giornata uno dei più letti tra i miei articoli. Non pensavo. Merito della testata su cui ho pubblicato (che gode di indiscussa visibilità rispetto ai miei canali un po' troppo specialistici), ma anche merito del tema particolarmente caldo. Spero che l'articolo possa risultarvi utile tutte le volte che sentite gente che parla a vanvera di fantomatici privilegi riservati ai liberi professionisti.

lunedì 17 giugno 2013

Quella mattina in cui mi svegliai mediatore

Nella mia vita ho fatto incetta di vari titoli validi ai sensi di legge e di cui, spesso, ancora oggi mi chiedo l'utilità concreta: Dott., Prat. Avv., Prat. Avv. Abil., Cult. d. Mat., Avv., Dott. Ric. o Ph.D., Prof. a Contr. ... per poi scoprire che nella maggior parte dei casi in realtà erano delle belle medaglie appese al petto e poco più.
Tuttavia mai avrei pensato che una mattina, senza fare nulla, mi sarei svegliato con il nuovo titolo di Mediat. Civ. Comm., senza che io avessi fatto nulla per diventarlo.
E ciò grazie all'art. 23 del cosiddetto "Decreto del fare" annunciato il 16 giugno 2013, che introduce il principio secondo cui "gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori."
Subito ho provveduto ad aggiornare le mie informazioni professionali su Facebook. E invito tutti i colleghi avvocati a fare lo stesso.


Grazie Governo Italiano per questo regalo. Spero tu non ti offenda se poi non ne farò uso. Prometto che ne farò tesoro e che eviterò di riciclarlo a Natale.

Mi rimane comunque sempre un dubbio. Come si sentiranno tutti i colleghi avvocati che negli ultimi due anni hanno fatto i corsi di abilitazione come mediatori (ovviamente a pagamento)? Forse beffati, o forse presi per il...

domenica 16 giugno 2013

Scocciature della professione forense: nuovo esame universitario


In un periodo in cui si moltiplicano (a volte anche con eccessi di fantasia) le proposte per rinnovare e dare nuova linfa alla categoria forense, voglio avanzare anch'io la mia umile proposta.
Nel caso di una futura e ulteriore riforma della Facoltà di Giurisprudenza, propongo l'inserimento di un nuovo esame o di una semplice idoneità in "Scocciature (o anche meno elegantemente "Rotture di palle") della professione forense"; insegnamento universitario obbligatorio per il primo o secondo anno nel quale spiegare agli studenti tutte le scocciature legate alla vita forense in senso più pratico e concreto: dalla gestione della previdenza e della fiscalità, ai rapporti con l'ordine professionale, dal rapporto con i clienti (anche i più difficili e ingestibili) a quello con i colleghi più furbi e meno etici, fino ad arrivare al confronto con il muro di gomma della burocrazia degli uffici giudiziari e amministrativi.
Un esame del genere avrebbe due principali funzioni. Innanzitutto una funzione formativa, perchè insegnerebbe finalmente cose concrete e davvero utili per il proprio futuro professionale. Inoltre, una funzione selettiva; infatti, aumentando nei giovani la consapevolezza su questi temi, di certo la loro smania di diventare avvocati dimunirebbe e quindi andrebbero in minor numero ad affollare la già affollata categoria. Capirebbero così fin da subito che in fondo solo una piccola parte del tempo lavorativo dell'avvocato è spesa nello studio di questioni giuridiche (come appare nella mente ingenua dell'universitario), mentre la gran parte è spesa (o forse sprecata) in altre meno amene e meno edificanti attività.
Condizione fondamentale, però, dovrà essere che le cattedre di questa nuova materia non siano affidate ai soliti professori baroni che hanno svolto la professione solo in tempi d'oro o addirittura non l'hanno mai svolta; ma che al contrario siano riservate ad avvocati under 35, scelti soprattutto tra quelli che giorno per giorno si confrontano e si scontrano con le suddette difficoltà e scocciature.
Mi metto a disposizione volontariamente e gratuitamente del ministero o della competente commissione parlamentare per redigere il disegno di legge.

giovedì 13 giugno 2013

Collante elettorale. Tutto si tiene

L’esperienza diretta conferma che il problema della digitalizzazione della pubblica amministrazione è un processo ancora in divenire.

Essendo iscritto alle liste dei papabili presidenti di seggio e residente in una città che ha appena eletto il sindaco, ho avuto il “piacere” (notare le virgolette) di far ...

Articolo uscito su Apogeonline il 13 giugno 2013.

martedì 11 giugno 2013

Two European Coordinators for Creative Commons

The staff of Creative Commons has now two European members. One is John Weitzmann from Germany and the other one is Gwen Franck from Belgium. They will replace Jonas Öberg (Sweeden) in the role of CC Regional Coordinators for the European area.

John Weitzmann, Regional Coordinator – Europe
As the Legal Lead for Creative Commons Germany, John joined the CC Community in 2006. He is based in Berlin and specializes in open content law, private order licensing in general and open science, both as a lawyer and as a journalist at the consumer information portal iRights.info. John periodically publishes papers on internet law topics, is a founding member of the Digital Society Association and vice president of the Internet & Society Collaboratory intervention platform. As time allows, John provides expertise to activist groups and initiatives. In the past John has inter alia participated in the Communia Project and served as a sherpa in the German Federal Governments IT Summit process.

Gwen Franck, Regional Coordinator – Europe
Gwen is a historian, now working based at Ghent University Library for the European OpenAIRE project. She is very interested in everything related to Open Science – trying to make “open” the default in scientific communication through Open Access Belgium, and enjoys experimental cooking and endless pub sessions in cozy Ghent. She likes to see herself as a multilingual globetrotter dedicated to communicating techy stuff to a broad audiences. She has practical experience at organizing events and virtual community management.

source: http://creativecommons.org/staff
see also: https://creativecommons.org/weblog/entry/38443

lunedì 10 giugno 2013

Lavoro intellettuale o nobile hobby?

Leggo con piacere l'articolo di Silvia Bencivelli intitolato La generazione “lavoro gratis per avere una vetrina” e non posso fare a meno di rivedere moltissime scene vissute da me personalmente e di provare le stesse sensazioni efficacemente descritte dalla "collega".

Il tema è quello del lavoro intellettuale, sempre più bistrattato e scambiato per un nobile hobby e retribuito con strane monete chiamate "autopromozione, visibilità, soddisfazione"; monete con le quali (come ben descritto in un riuscitissimo filmato che riporto qui sotto) è difficile fare la spesa, pagare affitti, versare rate dell'auto. A sentire certe storie sembra davvero che il lavoro intellettuale si destinato a trasformarsi in passatempo riservato a coloro che hanno altre fonti di reddito.

Cito il passo più interessante della riflessione di Silvia (uscita su Linkiesta l'8 giugno 2013 e disponibile qui):
Lavorando gratis è quasi certo che si venga scelti senza una valutazione della professionalità, ma solo per il prezzo. In questo modo si innesca un meccanismo viziato di ribasso continuo e implacabile della qualità del lavoro, a detrimento di chi quel lavoro lo fa e di chi dovrebbe goderne i frutti. Mi spiego.
Un editore poco interessato alla qualità di quel che pubblica, tra un lavoratore bravo che costa X e uno medio che costa X/2, preferirà quest’ultimo. E il costo di quel servizio sarà fissato a X/2, così come, probabilmente, la sua qualità. Se l’editore deciderà di abbassarlo a X/3, il lavoratore medio potrà fare due cose: accettare e quindi essere complice dell’abbassamento del valore di quella prestazione. O rifiutare, lottando per il mantenimento del valore a X/2, che peraltro è comunque bassino visto che eravamo partiti da X.
Questo passo mette in luce una reale e ormai avanzata deriva verso il basso della qualità del lavoro intellettuale e della sua valorizzazione economica
Spulciando poi il blog di Silvia scopro altri articoli interessanti sullo stesso tema o su temi connessi. Tutti molto veri, tristemente veri, e terribilmente vicini alla mia esperienza.

Ecco gli altri titoli:
- “Cara Silvia, ti andrebbe di lavorare gratis?”. Alcuni esempi, solo alcuni. (leggi l'articolo)
-  Diciamo no al volontariato: perché non si deve mai lavorare gratis (leggi l'articolo)

Segue l'emblematico filmato realizzato dalla stessa Silvia Bencivelli e da Natalino Russo.


giovedì 6 giugno 2013

Un pinguino per l’estate. Semplice e fresco questo Linux (alla menta)

Un modo diverso di guardare a un sistema operativo diverso da quelli di uso e consumo comune. Al sapore di menta.

Richiamando alla mente un vecchio spot pubblicitario, potremmo dire che le distribuzioni Linux sono tante, milioni di milioni; e altrettante le scuole di pensiero che vi...

Articolo uscito su Apogeonline il 6 giugno 2013.
Leggilo qui

martedì 4 giugno 2013

Carlo Piana: la nuova formulazione dell'art. 68 CAD (video)

Il video dell'intervento di Carlo Piana presso "L'open source in tour 2013 - Vicenza" (Villa Cordellina, 16 maggio 2013). [Consiglio di guardarlo a schermo intero, in modo da poter leggere meglio le slides.]

Sono disponibili anche gli altri interventi della mattinata, cioè quello introduttivo di Flavia Marzano e il mio sul principio "open by default".




Il principio "open by default" su dati e documenti: il video

Ecco il video del mio intervento presso "L'open source in tour 2013 - Vicenza" (Villa Cordellina, 16 maggio 2013). [Consiglio di guardarlo a schermo intero, in modo da poter leggere meglio le slides.]

Sono disponibili anche gli interventi precedenti al mio, cioè quello introduttivo di Flavia Marzano e quello di Carlo Piana dedicato alla nuova formulazione dell'art. 68 CAD.



Sullo stesso tema, vedi anche:

- la presentazione a slide disponibile su Slideshare

- Aperto per definizione. In dubio, pro open

- Principi essenziali e obbiettivi del Decreto Trasparenza

- Il principio dell'open by default: alcune perplessità tecnico-giuridiche