mercoledì 31 dicembre 2014

Il diritto nell'età dell'informazione: il nuovo libro di Ugo Pagallo con licenza CC

Ugo Pagallo, ordinario di Filosofia del diritto all'Università di Torino (profilo), ha pubblicato con Giappichelli il libro "Il diritto nell'età dell'informazione. Il riposizionamento tecnologico degli ordinamenti giuridici tra complessità sociale, lotta per il potere e tutela dei diritti" (vai alla scheda del libro).
L'opera è rilasciata con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0 International, tuttavia per scaricare il file dal sito dell'editore è necessario registrarsi al sito. Riportiamo qui sotto il file integrale per una fruizione più immediata.

Indice sommario

  • Prefazione
  • Introduzione
Parte generale - Il riposizionamento tecnologico del diritto
  • I. Tecnologia
  • II. Complessità
  • III. Governance
  • IV. Fonti
  • V. Design
Parte speciale - Il test di Katz tra America ed Europa
  • VI. Privacy
  • VII. Mr. Katz
  • VIII. Protezione dati
  • IX. Futuri
  • X. Test
  • Conclusioni


martedì 30 dicembre 2014

Un compendio giurisprudenziale sul processo telematico

Movimento Forense in collaborazione con RadioTribunale e con il sito Forumtelematico.it ha rilasciato un utile compendio giurisprudenziale sul processo civile telematico curato dall'avvocato Antonio Zago e dal dottor Giuliano Bovo.
Si tratta di un "primo volume", che probabilmente precede altre uscite con le pronunce che di certo arriveranno in questi prossimi mesi di entrata a regime di questa rivoluzione copernicana per il sistema giustizia.
Il documento è pubblicato su GoogleDrive ed è scaricabile in formato pdf da QUESTO LINK.

Come si legge nell'introduzione del documento,
l’intento degli autori è stimolare il dibattito e l’attenzione dei lettori su alcuni aspetti rilevanti che i Giudici stessi hanno, in parte, affrontato:
a) i decreti autorizzativi ex art. 35 comma 1 del D.M. 44/2011 e la loro operatività, tanto temporale, quanto normativa;
b) il problema della non uniformità degli atti depositabili nelle diverse sedi di Tribunale, dovuta alla pluralità di decreti autorizzativi emessi ex art. 35 comma 1 del D.M. 44/2011 (cosiddetto effetto “a macchia di leopardo”);
c) rapporto tra fonti di livello inferiore e superiore nell’ambito delle norme regolanti il processo civile telematico.
Riportiamo di seguito l'indice sommario delle pronunce riportate:
  • Parte I - Decisioni aventi ad oggetto atti introduttivi e costitutivi:
    • Pag. 5 - Trib. Foggia 10/04/2014 - Atto introduttivo - inammissibile
    • Pag. 5 - Trib. Torino 15/07/2014 - Atto introduttivo - inammissibile
    • Pag. 6 - Trib. Bologna 16/07/2014 - Costituzione in giudizio - ammissibile
    • Pag. 10 - Trib. Pavia 22/07/2014 - Costituzione in giudizio - inammissibile
    • Pag. 11 - Trib. Vercelli 04/08/2014 - Atto introduttivo - PDF immagine - ammissibile
    • Pag. 14 - Trib. Padova 28/08/2014 - Costituzione in giudizio - inammissibile
    • Pag. 20 - Trib. Brescia 07/10/2014 - Costituzione in giudizio - ammissibile
    • Pag. 23 - Trib. Milano 07/10/2014 - Costituzione in giudizio – ammissibile
    • Pag. 24 – Trib. Torino 20/10/2014 -- Atto introduttivo - inammissibile
  • Parte II - Decisioni aventi ad oggetto atti diversi da quelli introduttivi e altre fattispecie:
    • Pag. 25 - Trib. Reggio Emilia 01/07/2014- Decreto ingiuntivo - inammissibile -
    • Pag. 26 - Trib. Milano 14/0/2014 - Decreto ingiuntivo - mancanza di procura validità

lunedì 29 dicembre 2014

Software gratuiti per il processo civile telematico (redattori di atti)

[post aggiornato il 29 dicembre 2014] Il Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia ha segnalato un utile elenco di software per la redazione di atti da depositare telematicamente.
In realtà si tratta in buona parte di software commerciali, rilasciati gratuitamente solo per brevi periodi di prova. E fa specie vedere come SL PCT, l'unico veramente "free" (in quanto rilasciato con licenza open source) e l'unico funzionante su tutti i sistemi operativi, non sia presente nell'elenco.
Riporto qui sotto quindi SOLO quelli che offrono davvero un servizio gratuito con prospettiva continuativa.

TUTTE LE SENTENZE CHE TI SERVONO IN UN UNICO SITO WEB... AD ACCESSO LIBERO!

Potrebbero interessarti anche:
Una guida "galattica" sul processo civile telematico
Processo Civile Telematico: Cosa cambierà dal 30 giugno 2014? 


ELENCO SOFTWARE PER IL PCT



SL PCT -- http://www.slpct.it
disponibile per Windows, MacOS, Linux
realizzato da Evoluzioni Software Snc
rilasciato con licenza open source




Modulo PCT - Redattore Atti gratuito - http://www.agendalegaleelettronica.it
disponibile solo per Windows
realizzato da Il Momento Legislativo s.r.l.



Quadra Free - http://quadrafree.accessogiustizia.it
realizzato da Lextel s.p.a.
servizio fruibile in cloud (online)



LogosBox Free - http://www.raisesoft.net/download-logosbox.html
realizzato da RaiseSoft.net
disponibile solo per Windows
rilasciato in comodato gratuito ad uso personale




Studio Legale Telematico - http://www.juris.it/Prodotti.aspx
disponibile solo per Windows
realizzato da Juris Quick s.r.l.



venerdì 26 dicembre 2014

The first Italian judgment about Creative Commons licenses

Promising to publish a book under Creative Commons and then (after 15 months) only offering an all-rights-reserved contract means pre-contractual libility, Italian Court says.

On December 19 I obtained the first Italian judgment about the application of Creative Commons licenses. I obtained it not as an attorney but as an author of technical books who had a bad experience with a famous Italian publishing company called Franco Angeli Edizioni. The book in issue is "Apriti standard! Interoperabilità e formati aperti per l'innovazione tecnologica", later published by Ledizioni and itself available under a CC by-sa license (see book's webpage).
The verdict, which came after a four years trial, is not properly about intellectual property issues; actually it has been a precontractual liability case, ruled by an ordinary civil court (Tribunale di Milano, Sezione VII Civile) and not by the IP specialized court. However it provides an interesting view of the level of awareness that mainstream publishers have of these licenses.
To understand the whole sense of the case it is necessary to read the reconstruction of events and the  reflections made by the judge to reach the decision. I published HERE most of the verdict in the original version (Italian) and I hope who is really interested can read and understand it by using an automatic translator.
Anyway, I try to provide below the translation of the most interesting part.

There are objective evidence in support of the seriousness of the negotiations, resulting therefore reasonable and justified the award of Mr. Simone Aliprandi in order to conclude the publishing contract: the enduring series of communications between the parties, without any problem concerning the application of the Creative Commons license to the book, raised by the employees of the Franco Angeli company until June 2010; the realization of a cover by the Franco Angeli company; the assignment of a specific code entry in the catalog and an ISBN code; thus the inclusion of the work between those to output in September 2010.

It is as undisputed as well documented that Mr. Simone Aliprandi has right now manifested to his counterpart the need for applying a Creative Commons licenses to the publication and that this need comes from a specific legal reason, given that the work would contain extracts of other existing publications, which were released with similar licenses and whose use in derivative works was conditioned to the application of the same license.
Likewise, it is proven by documents in court that no objections were moved, until June of 2010, by the employees of the Franco Angeli company, about the application of the Creative Commons license. Furthermore, the Franco Angeli company repeatedly reassured Mr. Simone Aliprandi, also by writing that "we are convinced that we can find an agreement providing for the recognition of the right royalties and, at the same time, the application of the Creative Commons license".


martedì 23 dicembre 2014

Flickr fuori fuoco su Creative Commons. La toppa peggio del buco

Chiedere scusa quando si ha ragione è un atteggiamento diseducativo che contenta gli umori, ma non porta lontano.

Sotto le feste non dovrei farmi il sangue amaro; purtroppo l’episodio mi fa innervosire non poco e dunque non ho resistito alla tentazione di annoiarvi con un ulteriore post prima di potervi lasciare al panettone e allo spumante.
Il caso in questione è sempre quello di Flickr che abbiamo segnalato pochi giorni fa e, invece di spegnersi nell’oblio (come sarebbe stato meglio), è diventato uno dei classici esempi in... [continua a leggere su Apogeonline]

Articolo uscito su Apogeonline il 23 dicembre 2014. Vai alla fonte originaria.

lunedì 22 dicembre 2014

La prima sentenza italiana sulle licenze Creative Commons

Riporto il testo di una sentenza che ho ottenuto non come legale ma come parte, in quanto autore del libro “Apriti standard!” che ha avuto una brutta esperienza con la casa editrice Franco Angeli.
La sentenza, pur nel suo piccolo e pur non trattando strettamente questioni di proprietà intellettuale (è infatti di fronte al Tribunale ordinario e non alla sezione specializzata), rappresenta un primo storico caso giurisprudenziale in cui un giudice italiano si occupa dell'applicazione delle licenze Creative Comomons. Lascio eventuali commenti (ne avrei molti) ad una seconda fase e ad autonomi post; ma intanto mi premeva condividere qui il testo.
[NB: Il testo non è qui in versione integrale; ho tolto le parti che non si occupano del contratto d'edizione e delle licenze Creative Commons e sono unicamente dedicate all'aspetto della rappresentanza e del risarcimento del danno economico].

[Addendum] Vedi anche:
- [la notizia in inglese] The first Italian judgment about Creative Commons licenses
Franco Angeli: l'editore che non capisce le Creative Commons (e non mantiene le promesse) 

[Addendum] Ne hanno parlato anche:
- Corriere.it: Il tribunale di Milano alle prese con le Creative Commons
- IusInAction.com: Licenze Creative Commons: i giudici le capiscono, gli editori un po’ meno
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TRIBUNALE ORDINARIO di MILANO – SETTIMA SEZIONE CIVILE
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Luisa Vasile ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 66797/2010 promossa da:
SIMONE ALIPRANDI – attore
contro
FRANCO ANGELI SRL (C.F. 04949880159) – convenuta
(decisa in Milano il 19 dicembre 2014)

Con atto di citazione, SIMONE ALIPRANDI ha citato in giudizio la FRANCO ANGELI S.R.L., chiedendo, nel merito, che venisse accertata e dichiarata l’esclusiva responsabilità di quest’ultima per culpa in contrahendo emersa nella gestione e interruzione delle trattative contrattuali per la pubblicazione del libro intitolato “Apriti standard. Interoperabilità e formati aperti per l’innovazione tecnologica”, autore l’attore. Parte attrice ha altresì chiesto, in via inibitoria, che venisse ordinato alla FRANCO ANGELI S.R.L. di attivarsi per una pronta rettifica dei database pubblici rimuovendo qualsivoglia riferimento alla persona e alle opere di SIMONE ALIPRANDI, onde evitare il protrarsi di dannose situazioni di confusione. Infine, l’attore ha chiesto la condanna di parte convenuta al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, quantificabili in Euro 10.000,00, o nella minore o maggiore somma che dovesse risultare in corso di causa, oltre rivalutazione monetaria ed interessi nella misura di legge sulla somma rivalutata.
A sostegno delle proprie domande, SIMONE ALIPRANDI ha esposto:
- di aver incontrato il 18.03.2009, alla presenza del dott. G.O., direttore di "AICA – Associazione Italiana per l’informatica e il calcolo automatico”, i sig.ri F.G. e P.L., rispettivamente Editor Management e redattore della casa editrice FRANCO ANGELI S.R.L. (doc. n. 1 attore);
- che in tale occasione, si definivano verbalmente gli estremi dell’accordo oggetto del presente giudizio, ovverosia che la casa editrice FRANCO ANGELI SRL avrebbe provveduto a pubblicare, una volta ultimato, il libro “Apriti standard. Interoperabilità e formati aperti per l’innovazione tecnologica” di SIMONE ALIPRANDI, grazie alla sponsorizzazione di AICA;
- che, successivamente seguivano trattative volte al perfezionamento del contratto di edizione, direttamente tra l'attore e i collaboratori presenti all’incontro del marzo 2009, come da questi ultimi espressamente richiesto in tale occasione;
- che, sin da subito, SIMONE ALIPRANDI comunicava alla propria controparte che la suddetta pubblicazione sarebbe dovuta avvenire con uno speciale modello di gestione dei diritti d’autore, realizzato attraverso l’applicazione di una licenza d’uso chiamata “Creative Commons” e volto ad innovare la gestione della proprietà intellettuale (peraltro, l'opera realizzata dall'attore conteneva estratti di altre opere preesistenti);
che nessun problema veniva sollevato a tal proposito dai collaboratori della FRANCO ANGELI SRL;
- che, in particolare, con mail del 7.4.2009, la Franco ANGELI inviava il file di testo del modello di contratto standard utilizzato dala casa editrice, precisando di aver aggiunto una correzione finale al punto 14 del contratto (e cioè concedendo all'autore la possibilità di distribuire la versione digitale del volume, nei termini della licenza di Creative Commons), ma ALIPRANDI suggeriva, via mail, una modifica più consistente e, con mail dell'8.4.2009, la casa editrice dichiarava di concordare con detta modifica;
- che, da quel momento, ALIPRANDI faceva affidamento sul raggiunto accordo, rappresentando tuttavia l'esigenza di formalizzarlo in un contratto scritto di edizione e ciò fino al giugno 2009;
- che la casa editrice rimaneva silente fino a dopo l'estate, così rallentando i lavori di stesura del libro;
- che seguiva intenso scambio di mail tra le parti;
- che la versione definitiva del libro veniva inviata in data 11.05.2010 alla convenuta, la quale, nonostante non fosse ancora intervenuta la sottoscrizione del relativo contratto di edizione, rispondeva con mail in cui allegava un bozzetto della copertina del libro in cui era presente il codice di inserimento in catalogo, così ben apprezzandosi che per la Casa Editrice la detta opera era programmata in uscita per il mese di settembre 2010, (avendole assegnato uno specifico codice di inserimento in catalogo e un codice ISBN);
- che solo in data 08.06.2010 il sig. P.L. avrebbe comunicato all’attore l’abbandono della pubblicazione da parte della casa editrice, in ragione dell’asserita incompatibilità della licenza Creative Commons con la cessione dei diritti di sfruttamento economico dell’opera. Parte convenuta si costituiva regolarmente in giudizio, chiedendo il rigetto delle domande di parte attrice.
In particolare, la FRANCO ANGELI S.R.L. ha eccepito l’assoluta insussistenza di qualsivoglia violazione del principio di buona fede e correttezza nella gestione della trattativa contrattuale oggetto del presente giudizio, posto che il fallimento di tale contrattazione sarebbe imputabile solo ed unicamente alla mancata verificazione delle essenziali ed irrinunciabili condizioni, al ricorrere delle quali quest’ultima si sarebbe resa disponibile a procedere con la predetta pubblicazione. In particolare, la convenuta ha ribadito la necessità che l'ente AICA ne approvasse il contenuto confermando la relativa sponsorizzazione, nonché che fosse raggiunto tra le parti un compiuto accordo sui termini del contratto di edizione. A tal proposito, parte convenuta ha esposto che tali condizioni sarebbero state sin da subito comunicate a SIMONE ALIPRANDI e che l'operato dei propri collaboratori, i sig.ri F.G. e P.L., non può in alcun modo impegnare la FRANCO ANGELI S.R.L., non avendo costoro alcun potere di rappresentanza della società.
La convenuta ha dunque chiesto il rigetto integrale delle avversarie domande.
Così radicatosi il contraddittorio, depositate le memorie istruttorie ed istruita la causa mediante l’interpello dell’attore e l’escussione dei testimoni, il Giudice ha poi fissato udienza di precisazione delle conclusioni, assegnando i termini di cui all'art. 190 cpc.

******

A] E' pacifico che il contratto di edizione non sia stato sottoscritto tra le parti, tant'è che l'attore invoca la responsabilità per culpa in contrahendo della convenuta.
[omissis]
Nel caso di specie, posto che risulta del tutto pacifica la sussistenza tra le parti di trattative volte alla sottoscrizione di un contratto di edizione, occorre valutare ai fini del presente giudizio: 1) l’idoneità delle medesime a determinare nell’attore un ragionevole affidamento nella conclusione del contratto; 2) la sussistenza di un giustificato motivo in ordine all’interruzione delle stesse; 3) la presenza di fatti in ragione dei quali sia possibile escludere il ragionevole affidamento sul loro perfezionamento.
Il relativo onere della prova è posto a carico di parte attrice, posto che “qualora gli estremi del comportamento illecito siano integrati [...] dal recesso ingiustificato di una parte [...], grava non su chi recede la prova che il proprio comportamento corrisponde ai canoni di buona fede e correttezza, ma incombe, viceversa, sull’altra parte l’onere di dimostrare che il recesso esula dai limiti della buona fede e correttezza postulati dalla norma de qua” (Cass. Civ., Sez. III, n. 15040 del 05.08.2004, in materia di responsabilità precontrattuale).
Tutto ciò premesso, costituiscono elementi oggettivi a sostegno della serietà delle trattative, risultando pertanto ragionevole e giustificato l'affidamento dell'attore in ordine alla conclusione del contratto di edizione: il prolungato susseguirsi di comunicazioni tra le parti senza che problema alcuno, riguardante l'applicazione della licenza Creative Commons alla predetta pubblicazione, venisse sollevato dai dipendenti della convenuta sino al giugno 2010; la predisposizione di una copertina da parte della FRANCO ANGELI SRL (doc. n. 24 e 25); l'assegnazione di uno specifico codice d'inserimento in catalogo e di un codice ISBN (doc. n. 33); dunque l'inserimento dell'opera tra quelle della casa editrice in uscita al settembre 2010.
[omissis]

B] Ciò detto, occorre verificare se il recesso dalle trattative da parte della FRANCO ANGELI SRL risulti arbitrario ed ingiustificato, dunque contrario a buona fede, oppure - come dedotto dalla convenuta- se sia stato determinato (o meno) dalla modifica della proposta negoziale.
Si osserva subito che, qualunque natura si voglia attribuire alla responsabilità ex art.1337 cc (di natura contrattuale, extracontrattuale o tertium genus) essa sarebbe in ogni caso subordinata alla sussistenza dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa, nel senso che la responsabilità precontrattuale potrebbe derivare solo da violazioni dolose o colpose del dovere di buona fede nelle trattative. Secondo la giurisprudenza (Cass. 2006/2525, Cass.04/8723), tale forma di responsabilità non presupporrebbe necessariamente la malafede cioè una intenzione di un contraente di arrecare pregiudizio all'altro, ma occorrerebbe comunque un comportamento anche solo colposo, costituito dalla interruzione senza giustificato motivo delle trattative, con elusione delle aspettative della controparte, che confidava nella conclusione del contratto (e che perciò era già stata indotta a sostenere spese o a rinunciare ad altre favorevoli occasioni).
Non resta dunque che verificare se siano intervenute, nel corso delle trattative, modifiche della proposta negoziale da parte di SIMONE ALIPRANDI che possano giustificare il recesso di parte convenuta.
Ebbene, è dato pacifico nonché documentato che l'attore abbia sin da subito manifestato alla propria controparte la necessità che la pubblicazione avvenisse mediante applicazione del cd. Creative Commons e di come tale esigenza fosse derivata da uno specifico vincolo di natura giuridica, posto che l'opera avrebbe contenuto estratti di altre pubblicazioni preesistenti, a loro volta rilasciate con simili licenze ed il cui utilizzo in opere derivate era condizionato proprio dall'applicazione della predetta licenza.
Parimenti, risulta documentalmente provato in giudizio che nessuna obiezione veniva mossa, sino al giugno del 2010, dai dipendenti della FRANCO ANGELI SRL, in ordine all'applicazione della licenza Creative Commons: in primis, la sig.ra F.G. provvedeva alla specifica negoziazione con l'attore delle modifiche da apportare al contratto di edizione generalmente proposto dalla casa editrice ai propri autori, sì da garantire la predetta applicazione; in secundis, il sig. P.L., pur non confermando quanto precedentemente concordato, rassicurava a più riprese SIMONE ALIPRANDI sul fatto di essere “convinto che potremo trovare un accordo che preveda il riconoscimento delle giuste royalties e al contempo l'applicazione della licenza Creative Commons” (doc. n. 20 attore).
Al contempo, non si ritiene che la raccomandata inviata alla convenuta dall'attore (doc. n. 35) possa in alcun modo giustificare il suddetto recesso dalle trattative, posto che la medesima, lungi dal rappresentare una modifica delle richieste effettuate da SIMONE ALIPRANDI nei confronti della casa editrice, era finalizzata esclusivamente a ribadire quanto già da tempo rilevato dall'attore in ordine all'applicazione della licenza Creative Commons ed altresì a determinare un celere pronunciamento in proposito da parte convenuta.
Per quanto concerne l'asserita "incompatibilità" dell'applicazione della predetta licenza con la natura commerciale della pubblicazione, si osserva che la convenuta era pienamente consapevole di tale circostanza sin dall'inizio delle trattative, ed essa non può dunque giustificare il successivo recesso.
Inoltre, è proprio parte convenuta a contraddire tale assunto nelle proprie difese, rilevando come l'opera oggetto del presente procedimento sia stata poi commercializzata da altra casa editrice proprio mediante applicazione della licenza Creative Commons (pag. n. 24 e ss. comparsa di costituzione e risposta).
Rispetto alla mancata sponsorizzazione del progetto editoriale da parte di AICA – ulteriore condizione posta da parte convenuta ai fini della sottoscrizione del contratto di edizione – non risulta adeguatamente provato in giudizio che tale circostanza abbia costituito una essenziale ragione di abbandono delle trattative, ma anzi ciò è da escludersi posto che la sponsorizzazione era perseguibile nei fatti ed anzi è poi stata effettivamente ottenuta (dalle difese della stessa convenuta risulta che la pubblicazione dell'opera da parte di altra casa editrice sia intervenuta anche grazie alla concessione della predetta sponsorizzazione -doc. n. 34 convenuta).
Pertanto, deve essere affermata la responsabilità precontrattuale ex art. 1337 cc in capo alla convenuta [Franco Angeli Srl], per la sussistenza di tutti i presupposti costituitivi.
[omissis]

Bisogna pagare la SIAE anche per le feste private?

Devo pagare la SIAE anche in occasione di una festa privata, come ad esempio un matrimonio?

RISPOSTA: L'articolo 15 della legge 633 del 1941, recentemente riformato, si occupa di definire il diritto esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico; ovvero, tra i vari diritti spettanti all'autore, quello che entra in gioco in tutte le esecuzioni e rappresentazioni di fronte ad un pubblico fisicamente presente. Lo stesso articolo si preoccupa di precisare il concetto di “pubblico” che può effettivamente essere passibile di interpretazioni molto elastiche. Al comma 2 si legge: “Non sono considerate pubbliche l’esecuzione, la rappresentazione o la recitazione dell’opera effettuate, senza scopo di lucro, alternativamente: a) entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero; b) all’interno delle biblioteche, a fini esclusivi di promozione culturale e di valorizzazione delle opere stesse.” Per rispondere al quesito bisogna riflettere specialmente sulle parole “cerchia ordinaria della famiglia”.
il libro in cui trovate questa e molte
altre risposte simili. maggiori
dettagli su www.aliprandi.org/pillole
Occasioni come matrimoni o altre cerimonie spesso coinvolgono più di quella manciata di persone che può essere considerata “cerchia ordinaria” e dunque vengono considerate occasioni in cui si fruisce di musica in un contesto pubblico. La SIAE classifica questo tipo di eventi come “Trattenimenti Privati Gratuiti”, ovvero festeggiamenti a carattere privato nel corso dei quali avvengono esecuzioni di brani musicali appartenenti al repertorio SIAE; e per essi prevede specifiche tariffe. Si va da un minimo di circa 100 euro (più tasse e commissioni) per eventi sotto le 100 persone che prevedano solo ascolto di musica; e si arriva a quasi 600 euro (più tasse e commissioni) per eventi oltre le 300 persone con momenti di ballo.
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puntata n. 59 della rubrica "Chiedilo all'avvocato" per il sito Rockit.it. Vedi fonte originaria. Vedi tutte le altre puntate.
Questa e molte altre risposte sono raccolte nel libro "Pillole di diritto per creativi e musicisti. 100 e più risposte su copyright, licenze, marchi e Siae".
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http://www.copyright-italia.it/cons-servizi


 
 

venerdì 19 dicembre 2014

Flickr: so stupid to apologize when you are right

When I was a child someone taught me that if you are right you should never apologize. So I am still trying to understand the reasons that led the management of Flickr to publish this absurd "we are so sorry" statement.
They where right: Flickr has decided to do a commercial use of those pictures just because it was permitted by the Creative Commons licenses chosen by the photographers independently and without compulsion. In fact, when you upload a picture or an album on Flickr, you have to set the copyright status. You can choose one of the the six different CC licenses, and you can also keep your works under a "full copyright", choosing the "all rights reserved" option (see screenshot).
If a photographer is not able to read a simple and clear license, the problem is in his brain (or maybe eyes) and not in the behavior of Flickr. If reading the licenses is not enough to understand, people can also read the "Creative Commons licenses" entry on Wikipedia or the FAQ written by the CC community. In the web there is a huge amount of clear and very simple material to learn more about these tools; please no more excuses to say "ops, I didn't know it was like this!".
Flickr in this case has been transparent and honest. Why should they apologize? If they apologize, they debase the value of the Creative Commons licenses and all the activity of disclosure made in recent years to make them known to users.

Il disfacimento dell’Avvocatura in Italia. Un articolo lucido ed equilibrato sulla triste situazione della professione

Ieri è uscito uno degli articoli più lucidi ed equilibrati che io abbia mai letto sulla situazione della categoria forense. Il quadre che ne esce è davvero poco incoraggiante.
Migliaia di sospesi. Avvocati che oramai  non ce l’hanno fatta a pagare la quota d’iscrizione annuale all’ordine degli Avvocati, né la Cassa di Previdenza  nel minimo. Una Italia bloccata da una crisi epocale  che distrugge i professionisti di ogni ordine e grado ma soprattutto gli Avvocati. Il governo dovrebbe impallidire per la preoccupazione di questi dati. Oramai Senza clienti, o con clienti non piu’ paganti , in tanti preferiscono abdicare.La distruzione dell’Avvocatura è... [continua su IlSudOnline.it]
Sullo stesso tema segnalo anche altri precedenti post, tra cui anche alcune mie riflessioni.

giovedì 18 dicembre 2014

Legal automation? Dall’avvocato nel cassetto all’avvocato nella rete

Il timore di essere sostituiti da una macchina o da del software non risparmia nemmeno gli avvocati che si occupano di diritto e tecnologia. O forse è loro sogno (o il sogno dei loro clienti)?
Sono vari i casi in cui la rete fornisce servizi legali per così dire “automatizzati” e che quindi non coinvolgono direttamente un essere umano. Ovviamente l'intervento dell'essere umano c'è, ma è solo a monte, nella predisposizione delle logiche attorno alle quali questi servizi vengono realizzati.
Già le stesse Creative Commons rappresentano un... [continua a leggere su MySolutionPost]

Articolo uscito su MySolutionPost il 18 dicembre 2014. Vai a fonte originaria.

E sempre sullo stesso tema, segnalo anche: "Scoperta elettronica: che impatti avrà, o dovrebbe avere, su giustizia e professioni legali?" (link)

mercoledì 17 dicembre 2014

AGCOM: alcuni grafici sui primi mesi di operatività del regolamento sul diritto d'autore online

Attraverso un laconico comunicato stampa, AGCOM ha reso noti i dati sull’applicazione del suo discusso Regolamento sul diritto d’autore online e sull’operatività del sito relativo, dal 31 marzo di quest’anno al 30 novembre.

Ho realizzato alcuni grafici tratti dalle percentuali presenti nel comunicato.
Per qualche commento in più, si veda l'articolo Una AGCOM poco lucida uscito quest'oggi su Apogeonline.

Grafico 1) Delle 142 istanze totali regolarmente pervenute, la maggior parte ha riguardato opere fotografiche (il 33%) e audiovisive (il 32%). Seguono le istanze che hanno ad oggetto opere di carattere sonoro (15%), editoriale (11%) e letterario (4%), ivi inclusi e-book, manualistica in chiave educational e narrativa. Solo due istanze hanno riguardato i servizi di media audiovisivi.



Grafico 2) Tra i procedimenti pervenuti a conclusione alla data del 30 novembre, il 62% ha fatto registrare un adeguamento spontaneo da parte dei destinatari della comunicazione di avvio; il 29% è sfociato nell’adozione da parte dell’Autorità di un ordine di blocco del DNS dei siti segnalati; il 9% è stato archiviato dalla Commissione per i servizi e i prodotti.


lunedì 15 dicembre 2014

Google News e il pasticcio del copyright europeo. Carlo Piana: è una norma stupida

L'amico e il collega Carlo Piana è stato intervistato dal portale RaiNews sul delicato tema delle norme che vincolano gli aggregatori di news sul piano del copyright.
Invitato a commentare la decisione di Google di chiudere il servizio GoogleNews in Spagna ha dichiarato:

Devo dire che questa conseguenza l'avevano prevista in tanti, me compreso, sin da quando fu approvata una norma simile in Germania. Norma stupida: infatti molti si sono affrettati ad accordarsi con Google perché senza il traffico generato da Google News i loro già scarsi introiti erano crollati. La legge spagnola porta tale stupidità alla totale rimozione della libera concorrenza, perché non garantisce a nessuno di consentire di indicizzare e pubblicare liberamente la propria rassegna stampa, realizzando così un vero e proprio cartello imposto per legge.

Per leggere l'intero articolo, cliccate qui

venerdì 12 dicembre 2014

Vuoi raccogliere informazioni? Prima chiedi una licenza al Prefetto

Secondo una norma del TULPS chiunque faccia ricerche o raccolga informazioni per conto di privati deve prima chiedere una licenza alla Prefettura.

Solo di recente ho focalizzato l’attenzione su una norma del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773) che suona alquanto bizzarra nell’attuale “società dell’informazione”.
Art. 134 TULPS, comma 1 
Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati.
Premesso che si tratta di una palese reminiscenza del Ventennio (il testo originario del TULPS è appunto del 1931), la norma risulta formalmente ancora vigente e il procedimento per ottenere la licenza è ancora normalmente attivo presso le Prefetture.
Tuttavia, si pone legittimamente il dubbio se una disposizione del genere abbia ancora ragion d’essere. Infatti, pur rivolgendosi “formalmente” alle agenzie di investigazioni e agli istituti di vigilanza privati, la norma – per come è scritta – sembra colpire tout court qualsiasi ente che fa ricerche e raccoglie dati/informazioni; attività sempre più frequente e diffusa in un’economia basata proprio sulla gestione dell’informazione. Pensiamo ad esempio anche ad aziende che si occupano di rating aziendali, di risk modelling, di analisi statistiche.

Articolo originariamente pubblicato su LaLeggePerTutti. Vedi fonte originaria

Free Software and Open Standards under the Rules of the European Parliament: a report by Carlo Piana and Ulf Öberg

Ensuring utmost transparency — Free Software and Open Standards under the Rules of Procedure of the European Parliament has been produced at the request of the Greens/EFA Group in the European Parliament by Carlo Piana (Array Law Firm) and Ulf Öberg under the supervision of Professor Douwe Korff.
The study has been open for public review from October 15 till November 15 2014. Online support during the review period has been provided by Jonatan Walck. The work and the cover illustration are licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.


Table of Contents

  • About
  • Table of Contents
  • Foreword
  • Scope and method of analysis
  • The Constitutional Principle of Openness under European Law
    • Parliament has Imposed upon Itself a Commitment to Conduct its Activities with the Utmost Transparency
    • The Principle of Openness and the Right of Access to Information: A Basis for Imposing Free Software and Open Standards ?
      • The Treaties
      • Charter of Fundamental
  • Rights of the European Union
    • Article 10 in the European
  • Convention of Human Rights
    • Legislative Openness
      • The Need for Lawmakers to Deliberate in Private
    • Conduct of Business as "Openly as Possible" or with the "Utmost Transparency"
    • Neighbouring concepts
      • Re-use of Public Sector Information
      • The G8 Open Data Charter
      • Re-use of EU Institution documents
      • Re-use of Public Sector Information does not necessarily ensure an Open Government
    • Does Openness mean "accessible"?
    • Does "accessible" mean (also) Free and Open?
  • Free and open in technology
      • Free and Open Standards
      • The European Interoperability Framework V.1
      • The European Interoperability Framework V.2
      • The UK definition
      • The Indian definition (an example of strictest approach)
      • Many more definitions
      • The RFCs
    • Free and Open Source Software (FOSS)
      • Definitions
      • Is that about it?
    • Lock in
    • Free and Open data and content
      • Copyright
      • (Open) Data
  • Practical applications
    • Email system
      • Basic introduction to the standard infrastructure
      • A standard secure layer from client to server
      • Mailing lists
    • Publishing and archiving documents
    • Surveillance and privacy
  • Conclusions
  • Notes

giovedì 11 dicembre 2014

Iscrizione d'ufficio a Cassa Forense: iniziano ad arrivare le PEC

Da questa notte alcuni dei "famosi" 50 mila avvocati che Cassa Forense ha deciso di iscrivere d'ufficio stanno ricevendo via PEC la relativa comunicazione formale.
Nei giorni scorsi infatti l'Ente aveva avviato quella che è stata denominata "operazione cittadinanza previdenziale", che sarà completata tra dicembre 2014 e gennaio 2015.
Come si legge su ItaliaOggi, "a seguito dell’adozione della delibera, la Cassa comunicherà poi agli interessati, a mezzo Pec o raccomandata, l’avvenuta iscrizione, con il relativo conteggio dei contributi minimi dovuti per gli anni 2014 e 2015 e le istruzioni per i versamenti, che avverranno in modo dilazionato nel corso del 2015."
Gli avvocati che ricevono il messaggio possono adeguarsi versando quanto richiesto oppure procedere alla cancellazione dall'albo entro 90 giorni dalla ricezione del messaggio.

Riportiamo di seguito il testo della PEC.

Preg.mo Avvocato,
come a Lei noto, la riforma della “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”, approvata con la legge n. 247 del 31 dicembre 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 18 gennaio 2013, è entrata in vigore il giorno 2 febbraio 2013.
L’art. 21 della suddetta Legge, al comma 8, statuisce che l’iscrizione agli Albi forensi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza Forense, mentre al comma 9 è stabilito che la Cassa, entro un anno dall’entrata in vigore della legge 247/2012, avrebbe dovuto provvedere ad emanare un apposito Regolamento attuativo. Il Regolamento è stato licenziato dal Comitato dei Delegati il 31/01/2014 ed è entrato in vigore il 21/08/2014 (approvazione ministeriale pubblicata nella G.U. n. 192 del 20/08/2014).
Premesso quanto sopra, Le comunico che la Giunta Esecutiva, nella seduta del 28/11/2014, sulla base dei dati forniti dal Consiglio dell’ Ordine ove Ella risulta iscritto, ha deliberato la Sua iscrizione alla Cassa a decorrere dall’anno 2014, ai sensi dell’art. 1 del Regolamento di attuazione dell’art. 21, commi 8 e 9, legge n. 247/2012.

CONTRIBUZIONE MINIMA OBBLIGATORIA:
ANNO 2014: L’importo della contribuzione minima obbligatoria da Lei dovuta è stato determinato in complessivi € 846,00 (di cui € 695,00 quale contributo minimo soggettivo ed € 151,00 quale contributo di maternità). La stessa dovrà essere corrisposta con M.Av. elettronico (scadenza 31/10/2015), che potrà essere da Lei generato e stampato, nel mese di ottobre 2015, direttamente dal sito internet della Cassa www.cassaforense.it mediante la sezione “Accessi riservati/posizione personale”.
ANNO 2015: l’importo della contribuzione minima obbligatoria da Lei dovuta ammonterà ad € 833,50 (di cui € 702,50 quale contributo minimo soggettivo ed € 131,00 quale contributo di maternità).
La stessa dovrà essere corrisposta in numero quattro rate di pari importo con M.Av. elettronico (scadenza 28 febbraio 2015, 30 aprile, 30 giugno e 30 settembre 2015), che potrà essere da Lei generato e stampato, alle scadenze previste, con le modalità suindicate.
Il pagamento dei contributi minimi obbligatori nella misura sopra indicata Le garantisce la copertura assistenziale per l’intero anno solare e l’anzianità contributiva ai fini previdenziali nei limiti temporali previsti dal comma 2, dell’art. 9 del regolamento ex art. 21, commi 8 e 9 della l. n.
247/2012.
Le ricordo che, entro il 31/07/2015, in sede di compilazione dell’autodichiarazione dei redditi per l’anno 2014 (Mod. 5/2015), andranno corrisposte le eventuali eccedenze rispetto al contributo minimo soggettivo obbligatorio, sulla base del reddito professionale effettivamente prodotto nonché il contributo integrativo nella misura del 4% dell’effettivo volume di affari dichiarato ai fini dell’IVA.

BENEFICI ASSISTENZIALI E PREVIDENZIALI
A partire dalla data della delibera della Giunta Esecutiva Ella potrà godere di tutte le coperture assistenziali assicurate dalla Cassa (indennità di maternità, assistenza in caso di bisogno o per inabilità temporanea, etc..), fruire delle convenzioni in essere e, in prospettiva futura, avvalersi di una tutela previdenziale completa, adeguata e garantita nel tempo dalla solidità finanziaria dell’Ente. Per maggiori informazioni al riguardo potrà consultare il sito internet di Cassa Forense (www.cassaforense.it) e/o contattare l’Information Center al n. 06.36.21.11.
Con separata specifica nota Le verrà fornita dettagliata informativa circa la copertura assicurativa sanitaria di base, garantita dalla Cassa tramite UNISALUTE, che avrà efficacia nei Suoi confronti a decorrere dalla data della delibera della Giunta Esecutiva.
Per informazioni inerenti la Polizza chiamare al n. 06.36.20.50.00.

OPZIONI VOLONTARIE :
Le rendo noto che, in base all’art. 12, comma 1 del citato Regolamento, è data la possibilità di essere esonerati dall’iscrizione alla Cassa e dal pagamento dei contributi minimi 2014 e 2015, laddove il professionista si cancelli, in via definitiva, dagli Albi professionali, entro 90 giorni dal ricevimento della presente comunicazione.
La informo, altresì, che, nel caso Ella opti per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo, è possibile avvalersi, su base volontaria, del beneficio previsto dal Regolamento attuativo all’art. 3 (retrodatazione dell’iscrizione alla Cassa) inoltrando, entro il termine perentorio di 6 mesi dalla ricezione della presente comunicazione, il modulo di richiesta debitamente compilato, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo istituzionale@cert.cassaforense.it o con raccomandata a.r. La suddetta modulistica potrà essere reperita nella sezione “Accessi riservati/posizione personale”, del sito internet di Cassa Forense ( www.cassaforense.it ).
La informo, infine, che, qualora Ella ritenesse sussistere validi motivi di ricorso, ai sensi dell'art. 23 dello Statuto, è ammesso reclamo al Consiglio di Amministrazione contro l'anzidetta delibera della Giunta. Il reclamo deve essere presentato a mezzo raccomandata a.r. ovvero a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo istituzionale@cert.cassaforense.it (art. 29 del Reg. Gen.) entro un mese dalla presente comunicazione, utilizzando l'apposito format presente nel sito internet www.cassaforense.it, nella sezione “modulistica”.
Si ricorda inoltre che, ai sensi dell'art. 443 cod. proc. civ., la domanda giudiziaria relativa alle controversie in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria non è procedibile se non quando siano esauriti i procedimenti prescritti dalle leggi speciali per la composizione in sede amministrativa.

Distinti saluti.
Il Responsabile del Servizio

Con licenza di vendere. "Qualcun altro lo farà"

Creative Commons ha tanti pregi a patto di essere consapevoli di quello che si fa. E di quanto possono fare altri di conseguenza.

Se nello scorso articolo ho parlato (con un certo orgoglio) di un esempio di successo del modello Creative Commons, questa volta devo ahimè controbilanciare il karma raccontando un episodio non altrettanto virtuoso.
Semplificando, il fotografo Tizio ha caricato online alcune sue... [continua su Apogeonline]

Articolo uscito su Apogeonline l'11 dicembre 2014. Apri l'articolo.

domenica 7 dicembre 2014

Sondaggio sull'uso delle licenze Creative Commons: esiti e alcune riflessioni

 Lo scorso marzo avevo lanciato su questo blog un sondaggio sull'uso delle licenze Creative Commons. Niente di particolarmente "scientifico"; solo lo spunto per effettuare qualche riflessione.



Si trattava di un'unica domanda:
Se hai usato almeno una volta una licenza Creative Commons per una tua opera, qual è stata la motivazione principale che ti ha spinto a farlo?
con quattro opzioni di risposta:
1) Perché rappresentano la migliore alternativa alla SIAE attualmente disponibile
2) Perché mi offrono una forma di tutela semplice e sicura
3) Perché voglio diffondere le mie opere in maniera più libera rispetto al copyright tradizionale
4) Perché era richiesto dalle circostanze (ad esempio la piattaforma su cui ho pubblicato la mia opera prevedeva solo quell'opzione)
Come i più attenti mi avevano già fatto notare all'epoca, si trattava in effetti di un sondaggio "trabocchetto", perché tra le quattro risposte possibili due (l'opzione 1 e 2) rappresentavano due frequenti equivoci sulla funzione di queste note licenze.
Tuttavia, lo scopo era proprio quello di misurare quanto alcuni comuni equivoci sul senso delle licenze Creative Commons fossero ancora radicati, nonostante l'attività di divulgazione condotta in questi anni da me e altri colleghi.
Beh, l'iniziativa, che ha visto una risposta di circa un centinaio di persone (che volontariamente hanno raccolto il mio invito a rispondere), ha prodotto una piacevole sorpresa, dando come opzione ampiamente vincente l'opzione 3 (con il 77%) che invece non era viziata da alcun "trabocchetto".
C'è però da fare una precisazione di carattere metodologico: siccome i rispondenti sono stati reclutati principalmente attraverso il "giro" dei miei contatti telematici e dei forum di discussione a cui partecipo, bisogna considerare una certa distorsione nelle percentuali, trattandosi di un pubblico già abbastanza "indottrinato". Sarebbe utile poter replicare l'esperimento su scala molto più ampia (anche internazionale) e con tutte le accortezze di carattere metodologico per evitare distorsioni nella risposta.

Ecco in questa immagine la rappresentazione grafica dei risultati.





martedì 2 dicembre 2014

I dati non sono di nessuno: ebbene sì

Prima o poi qualcuno doveva dirlo... e quel qualcuno sono stato io! ;-) Non c'è alcuna tutela sui dati in sé. Quindi... i dati non sono di nessuno.
Per cogliere il senso della mia riflessione provocatoria, rimando all'articolo che è uscito oggi su MySolutionPost.
E per approfondire il tema, rimando alle slides del webinar Quali diritti sui dati?.

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Mi occupo di open data da ormai qualche anno, ovviamente con un occhio di riguardo ai risvolti giuridici del fenomeno, e vedo spesso circolare un equivoco di fondo nei vari articoli, nelle varie presentazioni e slide, e ora – ahinoi – anche nei documenti ufficiali (come per esempio nelle linee guida dell’AgID). Si tende infatti a parlare di “tutela del dato”, “titolarità del dato”, “licenze per dati” come se l’oggetto della tutela giuridica fosse appunto il dato.
Come spesso accade, le semplificazioni sono cosa buona quando servono a rendere più comprensibili al grande pubblico anche concetti tecnici e complessi; sono però cosa cattiva quando fanno passare equivoci che rischiano di distorcere la questione nella sostanza. Ecco che in... [continua su MySolutionPost]