sabato 25 aprile 2015

Processo telematico: la copia di cortesia si fa telematica

Questo decreto, emesso dal Giudice Monocratico Dr. Giorgio Jachia, ha effttivamente una ratio sensata: quella di avere un fascicolo telematico completo, comprendente quindi anche quegli atti processuali che sono ancora prodotti in forma cartacea.
Resta tuttavia la solita "patologia": viene appioppato agli avvocati un onere aggiuntivo non previsto per legge (e in realtà spettante alle cancellerie), mascherandolo però come semplice "cortesia". Si noti anche il fatto che il giudice, pur usando lo strumento del decreto (quindi, etimologicamente, un atto autoritativo), dice "INVITA". Quindi... è un obbligo o una cortesia? E' un'imposizione o un invito?

Tra l'altro, emerge la solita domanda: se gli avvocati inviano al giudice una copia in formato "nativo" dell'atto di citazione, chi poi verifica che sia proprio identica a quella depositata invece in cancelleria in cartaceo? (Ricordiamo che stiamo parlando di atti a volte di 40-50 pagine A4).


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giovedì 23 aprile 2015

JurisWiki e i problemi connessi all'accesso aperto all'informazione giuridica: domani in Bicocca

Domani, venerdì 24 aprile alle ore 12.30, sarò all'Università di Milano-Bicocca (Facoltà di Giurisprudenza, edificio U6, aula 30) e terrò un seminario all'interno del corso di Informatica giuridica del Prof. Andrea Rossetti. Il seminario si intitola "JurisWiki - un nuovo approccio alla diffusione dell'informazione giuridica" e sarà l'occasione, non solo di presentare agli studenti il progetto JurisWiki (http://juriswiki.it), ma anche e soprattutto di approfondire il tema dell'accesso aperto all'informazione giuridica e dei vari problemi connessi (in ambito di copyright, privacy e diritto all'informazione).
La lezione è aperta al pubblico.

Ringrazio il prof. Rossetti per l'ospitalità e per il supporto dimostrato fin dall'inizio per il progetto.

martedì 21 aprile 2015

Una nuova avventura: JurisWiki, la piattaforma open per l'informazione giuridica

Chi segue le mie attività, collega normalmente il mio nome a progetti come Copyleft-Italia.it (la mia prima creatura), i miei libri divulgativi sulle nuove frontiere del diritto d'autore, il più recente Copyright-Italia.it o il team di professionisti specializzato Array.eu.
Da oggi inizierete a vedere il mio nome associato anche ad un altro progetto, che in realtà si pone come ben più ambizioso e impegnativo di tutti gli altri. Si chiama JurisWiki, è un sito web collaborativo (sul modello wiki, appunto) e vuole diventare (se la fortuna mi assisterà) una delle principali fonti di informazione giuridica disponibili in Italia. 

Ad oggi, giorno della sua effettiva messa online, il sito contiene più di SEICENTOMILA contenuti tra sentenze, ordinanze e decreti delle massime corti italiane. Tutti i provvedimenti sono organizzati secondo dei metadati indentificativi che permettono un'elevata reperibilità e svariate possibilità di riorganizzazione. Ma appunto non si tratta unicamente di un database di provvedimenti ufficiali (che in realtà esistono già presso le loro fonti ufficiali); si tratta di una piattaforma su cui gli utenti possono caricare nuove sentenze oppure commentare e massimare le sentenze esistenti. Una sorta di Wikipedia della giurisprudenza, se mi passate il paragone; con un chiaro approccio open e condiviso alla gestione dei contenuti. Con JurisWiki l'open access e l'open data arrivano a toccare finalmente anche il settore dell'informazione giuridica, tradizionalmente dominato dai database proprietari e a pagamento.

Ci sto lavorando da quasi due anni con un investimento di energie e risorse non indifferente. Ora sono sicuro che sia giunto il momento di buttare il cuore al di là dell'ostacolo e andare online per vedere che cosa succede. Gli interrogativi tuttora irrisolti sono molti e sostanziali, primo tra tutti il problema del famigerato diritto all'oblio (su cui non ho trovato risposte univoche nonostante io abbia interpellato i migliori esperti del settore esistenti in Italia) e quello della sostenibilità economica di un sito di tali dimensioni e tale complessità.
Le risposte che mi servono per poter dire "ok, questa e la strada giusta" le potrei avere unicamente guardando progetti simili e studiando il loro esempio. Ma, come spesso avviene quando ci si muove sul terreno dell'innovazione, questi precedenti non ci sono (quanto meno in Italia); nessuno ha mai provato a fare quello che ho fatto io e questo da un lato mi carica di motivazione e di slancio, dall'altro mi mette un po' di agitazione.

Ad ogni modo, se state leggendo questo post, vuol dire che in realtà è troppo tardi per fare questo tipo di elucubrazioni, dato che il sito è già online. Vi basta andare su http://juriswiki.it per vederlo e soprattutto per iniziare a "giocarci" un po'.
Ora quindi non resta altro che stare a vedere che cosa succede, e confidare nel vostro contributo; un contributo che,  in questa fase ancora sperimentale, può anche fermarsi a qualche commento e suggerimento (ogni spunto è preziosissimo), ma mi auguro che abbiate voglia di registrarvi e partecipare attivamente al gioco fin da subito.

Potete seguire le sorti del progetto anche su Facebook e su Twitter.


lunedì 20 aprile 2015

La Boldrini, la Stele Mussolini e Barbra Streisand

La dichiarazione della Boldrini sulla cosiddetta "Stele Mussolini" al Foro Italico è un particolare caso di Effetto Barbra Streisand.
fonte: geolocation.ws
Se non sapete che cosa c'entri qui l'attrice/cantante americana, leggete brevemente qui.
L’effetto Streisand (in inglese Streisand effect) è un fenomeno mediatico per il quale un tentativo di censurare o rimuovere un’informazione ne provoca, contrariamente alle attese, l’ampia pubblicizzazione.Il nome Streisand effect si deve a un blogger e imprenditore statunitense, Mike Masnick, che prese spunto da una vicenda avvenuta in California: l’attrice e cantante Barbra Streisand, nel 2003, intentò un’azione legale nei confronti del sito web Pictopia, al fine di ottenere un risarcimento di 10 milioni di dollarie la rimozione dal citato sito di quelle immagini che, a giudizio della Streisand, mettevano in pericolo il suo diritto alla privacy in quanto raffiguravano la propria villa a Malibu.[...] Quale risultato, la notizia della denuncia di Barbra Streisand ebbe l’effetto di moltiplicare l’attenzione sulla fotografia incriminata della sua villa la quale passò da poche migliaia a più di 420000 visualizzazioni nel mese successivo alla notizia. [fonte: Wikipedia]
Insomma, diciamoci la verità: il monumento in questione non è certo tra i più famosi d'Italia. Non è presente sui libri di storia e non si organizzano gite studentesche per andare a visitarlo. E' lì da 60 anni tra i campi da tennis e lo stadio e a notare la scritta "Mussolini Dux" sono solo coloro che passano di lì e che focalizzano bene l'attenzione su uno dei quattro lati dell'obelisco.
Ora invece, grazie alla dichiarazione pubblica della Boldrini e al reverbero mediatico che essa ha avuto, tutti (o quantomeno molti) sanno che esiste un monumento di quel tipo... Tra questi ci sono anche i nostalgici, i quali fino ad oggi pensavano solo a Predappio e a Salò e adesso invece sanno che possono fare pellegrinaggi e raduni anche al Foro Italico.

mercoledì 15 aprile 2015

Software gratuiti per la fatturazione elettronica

Come saprete, dal 31 marzo 2015 è in vigore il sistema di fatturazione elettronica verso la PA. Questo nuovo sistema si porta dietro anche l'esigenza di conservare le fatture secondo gli standard della conservazione sostitutiva.
La conservazione dei documenti digitali secondo questi standard richiede di essere attrezzati con particolari sistemi di archiviazione e quindi è difficile per le piccole imprese e per i singoli professionisti gestire in autonomia questo aspetto.
La tendenza è quindi quella di affidarsi a società specializzate che offrono (spesso in convenzione con le camere di Commercio o con gli ordini professionali) un servizio integrato di creazione e archiviazione delle fattura elettroniche.
Sono tuttavia disponibili degli applicativi gratuiti e anche open source (vedi le licenze di volta in volta indicate) per gestire in autonomia quantomeno la fase della creazione del documento.
Segnaliamo di seguito i principali.
[NB: Il post verrà aggiornato con altri eventuali link che dovessero emergere]


APPLICATIVI OPEN SOURCE (pacchetti da scaricare e far girare sul vostro computer)

FE Fatturazione Elettronica Open Source
software rilasciato sotto licenza GNU GPL v.3 (si tratta in realtà di un'estensione di Liferay Portal)

Invoicex
software rilasciato con licenza GNU GPL v.2 che consente di esportare le fatture nel formato XML

Modulo Fatturazione Attiva LAit
software rilasciato con licenza EUPL e realizzato da LAit Spa (Regione Lazio) in collaborazione con Agenzia per l'Italia Digitale

Modulo fatturazione elettronica per Odoo
Odoo è un framework open source per la gestione aziendale integrata, rilasciato sotto licenza GNU AGPL v.3


SERVIZI IN CLOUD

Per le piccole e medie imprese è disponibile il servizio online offerto da InfoCamere al sito https://fattura-pa.infocamere.it/, utilizzabile dopo aver inserito la smartcard di firma digitale.

E' poi comunque disponibile la pagina di "simulazione" del sito web FatturaPA dalla quale è possibile ottenere un file conforme agli standard.


APPLICATIVI GRATUITI (da scaricare e installare) MA NON OPEN SOURCE

Generatore XML per FatturaPA di DSA
software scaricabile gratuitamente (dopo registrazione degli utenti), realizzato da DSA Srl.


Nota: se invece non volete adeguarvi alla normativa sulla fatturazione elettronica, ricordate che potete sempre fare come il CONI...

giovedì 9 aprile 2015

Tribunale di Milano: troppo facile eludere i controlli (secondo la mia personale esperienza)

Mi permetto di fare un breve commento (basato unicamente sulla mia personale esperienza) sull'episodio drammatico avvenuto questa mattina al Palazzo di Giustizia di Milano.
Molti si chiedono come abbiano fatto a non beccare una pistola con i metal detector posti ai vari ingressi del tribunali.
Se non avete mai avuto il "piacere" di recarvi in quel posto deprimente e disorientante che è il Palazzo di Giustizia di Milano, dovete sapere alcune cose importanti. Io per fortuna non ho esigenza di andare lì molto spesso, ma posso garantire che tutte le volte che ci sono andato, mi è bastato mostrare il tesserino dell'Ordine Avvocati da lontano e con estrema velocità per passare dalla porta senza metal detector. Questo perché gli avvocati sono considerati degli "addetti ai lavori" e quindi è garantito loro un ingresso agevolato. Poi possiamo discutere sull'opportunità di questa scelta, ma la situazione è questa.

Il fatto è che, tutte le volte che sono passato, mi sono chiesto se gli addetti al controllo siano selezionati solo tra agenti dotati di una vista a quindici decimi, dato che, a circa 2 metri di distanza e guardando distrattamente per circa un secondo, erano in grado di verificare che si trattava davvero di un tesserino dell'Ordine Avvocati e non della tessera della palestra, che il tesserino era ancora valido e non scaduto, che il tesserino era nelle mani della persona effettivamente ritratta nella foto.
Questo per dire sarcasticamente che in realtà non è così difficile superare quel controllo con un'arma. Basta rubare/trovare il portafoglio di un avvocato.

Per converso, devo ammettere che una volta avevo dimenticato il tesserino e per entrare sono dovuto sottostare al controllo con metal detector.

mercoledì 8 aprile 2015

Anai sul processo telematico: è un puzzle indecifrabile, contraddittorio e troppo difficile

L'Associazione Nazionale degli Avvocati Italiani si scaglia contro la normativa sul processo telematico e le relative regole tecniche, parlando di "un universo normativo a puzzle, spesso indecifrabile, contraddittorio e di difficile apprensione e consultazione."
Nel comunicato stampa si segnala - come abbiamo più volte fatto notare - che "vi sono gravi inconvenienti per la difettosa informatizzazione dell’apparato giudiziario e per la discordanza di prassi territoriali, si incrementano notifiche, comunicazioni, depositi, restano quasi ovunque da depositare le copie cartacee degli atti.
Le dichiarazioni del presidente Maurizio De Tilla tuttavia non mirano ad un dietrofront che riporti in auge il vecchio sistema cartaceo (vanificando così gli ingenti sforzi fatti in questi ultimi anni verso la digitalizzazione); più che altro spingono verso una maggior chiarezza del sistema e soprattutto ad una uniformità a livello nazionale.
Si legga il testo integrale del comunicato di Anai

mercoledì 1 aprile 2015

Il copyleft e il porno

Ogni tanto penso... ma perché non è ancora arrivato un sito porno che rilascia i suoi contenuti con licenza Creative Commons o con qualche altra licenza copyleft? In fondo si tratta di normalissime opere videografiche (con un livello più o meno alto di carattere creativo) sottoposte alle regole del copyright e tutelate quantomeno da un diritto connesso. Dunque licenze come le Creative Commons sarebbero tranquillamente applicabili e la loro applicazione permetterebbe ai filmati porno di circolare con maggiore libertà in rete e magari di essere utilizzati per trarne delle opere derivate.
foto tratta da: www.hdwalle.com/2012/02/sasha-grey.html
Non solo; se i gestori di questi siti rilasciassero anche liberamente i dataset con cui sono strutturati i siti e magari anche le statistiche degli accessi e delle attività svolte dagli utenti che si collegano, si potrebbe sperimentare una nuova frontiera dell'open data.
Il simbolo che trovate nella foto accanto all'ammiccante Sasha Grey, la C di copyright rovesciata, è il simbolo che universalmente contraddistingue il fenomeno del copyleft.

Se siete interessati ad approfondire come funzionano queste licenze e quindi quali effetti avrebbero sulla distribuzione online di materiale porno, potete leggere uno dei miei libri come ad esempio Teoria e pratica del copyleft o Creative Commons: manuale operativo; e se volete approfondire il funzionamento del copyright (apprendendo il concetto di "carattere creativo" e la differenza tra diritto d'autore in senso stretto e diritto connesso) potete invece leggere invece il mio manuale Capire il copyright. Percorso guidato nel diritto d'autore.

Ora, se siete arrivati fino a qui nella lettura del post, siete pronti a sapere che in realtà questo post non ha alcun particolare legame con il mondo del porno. Ciò che ho scritto potrebbe andare bene per qualsiasi tipo di produzione tutelata dal copyright. Ma forse parlare di porno era l'unico modo per far arrivare all'attenzione di un pubblico più ampio temi così tecnici e di nicchia come quelli di cui mi occupo normalmente. Almeno, questo era il senso del mio esperimento.

Forse tu sei proprio una di queste persone. Dai, non te la prendere se in questo post non c'è nulla di piccante che solletichi le tue fantasie; anzi, sii contento di aver imparato una cosa nuova che, se fosse stato per te, non avresti mai nemmeno sentito nominare.

Ah, dimenticavo... buon Primo Aprile!  ;-)