lunedì 24 aprile 2017

Le licenze per fare (davvero) Open Access

Al di fuori della rubrica su Open Access per il sito TechEconomy, condivido qui sul blog un'altra anticipazione del libro "Fare Open Access" che sarà disponibile in cartaceo e ebook tra pochissimi giorni.
Benché le licenze Creative Commons vengano definite genericamente "open", in realtà solo alcune di esse risultano compatibili  con la definizione di Open Access accettata a livello internazionale. Ecco qualche approfondimento in questo estratto del paragrafo 3 del mio capitolo.

Attualmente le licenze Creative Commons sono sei, a cui si aggiunge CC Zero (che però non è propriamente una licenza bensì una dichiarazione per il rilascio in pubblico dominio); tuttavia solo alcune risultano pienamente compatibili con la definizione di Open Access ormai diffusamente accettata. Tra i due requisiti fondanti fissati dalla Dichiarazione di Berlino, il primo prevede che “l'autore e il detentore dei diritti relativi al contributo creativo garantiscano a tutti gli utilizzatori il diritto d'accesso gratuito, irrevocabile ed universale e l'autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati in ogni formato digitale per ogni scopo responsabile, soggetto all'attribuzione autentica della paternità intellettuale”.
Ne consegue che, delle sei licenze Creative Commons, quelle che incarnano questo approccio sono la Attribution (Attribuzione) e la Attribution - Share Alike (Attribuzione - Stessa licenza), cioè le due più libere e meno restrittive.
La prima permette massima libertà di utilizzo dell'opera, anche a scopi commerciali e con possibilità di modifica e realizzazione di opere derivate, con l'unica condizione di attribuire sempre la paternità all'autore originario (o comunque al titolare dei diritti che dà in licenza l'opera). La seconda invece aggiunge la sola condizione che, nel caso vengano realizzate opere derivate, anche queste ultime siano rilasciate con la stessa licenza; in questo modo le libertà d'utilizzo presenti sull'opera originaria vengono trasmesse anche sulle opere derivate, e via via anche sulle derivate delle derivate.
A queste due licenze si aggiunge per ovvi motivi CC Zero, strumento che, rilasciando l'opera in uno status di pubblico dominio - per così dire - "anticipato e artificiale" toglie qualsivoglia vincolo di copyright (tra cui teoricamente anche quello della citazione dell'autore originario, in quegli ordinamenti in cui non esista una norma che invece renda ciò un obbligo a priori).

Questa immagine mostra le 6+1 licenze in ordine dalla più libera alla più restrittiva, con indicazione di quelle compatibili con i principi dell'Open Access.


In alcuni casi specifici, ad esempio nel caso di opere saggistiche, nelle quali la visione personale dell'autore ha un forte peso, può essere ritenuta accettabile la licenza Attribution - NoDerivatives (Attribuzione - Non opere derivate), cioè una licenza che permette ampie libertà di riutilizzo ma non consente la realizzazione di opere derivate. Si tenga comunque presente che questa licenza non risulta compatibile con la definizione di Open Access.
Non vi è dubbio invece che le licenze con clausola “Non Commercial” (per altro molto utilizzate dalle case editrici che abusano del termine “Open Access”) restino escluse dalle licenze considerate pienamente “aperte”.

Per altri approfondimenti e indicazioni pratiche come questa, rimando alla lettura dell'intero libro.

giovedì 20 aprile 2017

Open Access: come fare? Una mia nuova rubrica per TechEconomy.it

In occasione dell'imminente uscita del libro Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale, che – ricordiamolo – è fissata definitivamente per venerdì 28 aprile, inizia oggi la mia collaborazione con il sito TechEconomy.it, per il quale curerò una serie di articoli proprio mirati a fornire consigli operativi e chiarimenti teorici su come mettere in pratica correttamente i principi dell'open licensing nell'ambito della comunicazione scientifica.
Questi articoli rappresentano di fatto un'anticipazione di parte dei contenuti del capitolo 4 del libro da me scritto e intitolato proprio "Come gestire i diritti d’autore per fare Open Access".
Di seguito i titoli e i link agli articoli che man mano usciranno:

Screenshot della pagina 111 del libro (inizio del paragrafo 4 del capitolo 4)

giovedì 13 aprile 2017

Il nuovo bando MIUR sulla cittadinanza digitale: un'occasione imperdibile per parlare di openness

Nelle scorse settimane il Ministero Istruzione Università e Ricerca ha pubblicato il nuovo bando per lo sviluppo del pensiero computazionale, della creatività digitale e delle competenze di “cittadinanza digitale”, a supporto dell'offerta formativa.
Credo si tratti di un'occasione imperdibile per far sì che alcuni temi a me cari inizino seriamente a essere parte integrante dell'offerta formativa per gli insegnanti, i dirigenti e gli altri operatori della scuola pubblica.
Mi riferisco in particolare ai principi fondanti del diritto d'autore, specialmente nella loro applicazione al mondo della creatività digitale e multimediale; ma penso anche ai nuovi modelli di gestione del diritto d'autore come le licenze Creative Commons che permettono un riuso collaborativo dei contenuti didattici, facendoli diventare a pieno titolo Open Educational Resources; e infine – perché no – non tralascerei i temi del riuso virtuoso di software open source, degli standard aperti e dell'interoperabilità delle tecnologie.
Si legge infatti nel bando:
Per i percorsi di “pensiero computazionale e creatività digitale”, particolare attenzione deve essere riservata a: 
  • promuovere gli elementi fondamentali per l’introduzione alle basi della programmazione, anche allo scopo di sviluppare le competenze collegate all’informatica; 
  • sviluppo del pensiero computazionale per rafforzare la capacità di analisi e risoluzione dei problemi  e l’utilizzo dei suoi strumenti e metodi, sia attraverso tecnologie digitali sia attraverso attività  unplugged, per stimolare un’interazione creativa tra digitale e manuale, anche attraverso  esperienze di making, robotica educativa e internet delle cose.
 Per i percorsi di “cittadinanza digitale”, particolare attenzione deve essere riservata a:
  • consapevolezza delle norme sociali e giuridiche in termini di “Diritti della Rete”, educazione all’uso positivo e consapevole dei media e della Rete, anche per il contrasto all’utilizzo di linguaggi  violenti, alla diffusione del cyberbullismo, alle discriminazioni; 
  • educazione alla valutazione della qualità e della integrità delle informazioni, alla lettura, scrittura e  collaborazione in ambienti digitali, alla comprensione e uso dei dati e introduzione all’open  government, al monitoraggio civico e al data journalism; 
  • azioni per stimolare la creatività e la produzione digitale, l’educazione all’uso dei nuovi linguaggi  del digitale, ai nuovi modelli di lavoro e produzione, alle potenzialità dell’interazione tra fisico e digitale.
Per qualche spunto sugli argomenti da sviluppare legati appunto al mondo del diritto d'autore on line e delle licenze open in ambito didattico, rimando ai materiali da me realizzati per il corso “animatori digitali” tenuto all'Istituto Cairoli di Pavia nonché alle videolezioni da me registrate per il sito WikiScuola.it. Confido vivamente che le varie scuole e gli snodi formativi coinvolti nell'iniziativa abbiano la lungimiranza di strutturare le loro proposte di partecipazione al bando declinandole in questa direzione.
Ricordo infine che il bando prevede come scadenza il giorno 5 maggio (ore 15), che la trasmissione dei piani firmati dovrà avvenire poi entro il giorno 15 maggio e la conclusione dei corsi entro l'anno scolastico 2018/2019; la procedura è a carico dei dirigenti scolastici.
Un'utile sintesi schematica del bando e dei vari adempimenti è stata realizzata dal Prof. Antonio Leo ed è disponibile online qui.

mercoledì 12 aprile 2017

Due giornate di formazione per la Regione Friuli Venezia Giulia

In questi giorni sto tenendo un corso di formazione per i dipendenti della Regione Friuli-Venezia Giulia intitolato "Il diritto d'autore sul web e sui social media. Percorso per gli operatori degli enti pubblici" che rientra nel ciclo di incontri formativi "#RegioneFVG: Percorsi per la realizzazione di una comunicazione istituzionale web partecipata".

Condivido qui le slides utilizzate durante il corso.



martedì 4 aprile 2017

I materiali dei corsi per docenti e animatori digitali al De Pace di Lecce (aprile 2017)

Come già segnalato in altro post, in questi giorni (da lunedì 3 a venerdì 7 aprile) sto tenendo dei corsi PON/FSE presso lo snodo formativo "Istituto De Pace" di Lecce. Si tratta di tre corsi rispettivamente rivolti a docenti, animatori digitali e personale amministrativo.
Gli argomenti delle singole lezioni:
  • 3 aprile (Docenti): PSND; E-security e privacy; Educazione ai social media
  • 4 aprile (Animatori digitali): 1- Sicurezza dati e privacy; 2- Diritto d'autore e licenze Creative Commons 
  • 5 aprile (Personale tecnico): Sicurezza dati e privacy (definizioni e norme)
  • 6 aprile (Docenti): Privacy e copyright sul web e sui social media 
  • 7 aprile (Personale tecnico): Dematerializzazione dei documenti nella PA (documento informatico, accessibilità, open data)

Condivido di seguito i materiali da me utilizzati, ricordandovi che si tratta di documenti liberamente riutilizzabili in quanto rilasciati con licenza CC Attribution-ShareAlike (per dettagli aprire il link con la licenza presente in ciascun file).


Lezione di lunedì 3 aprile - Docenti


Lezione di martedì 4 aprile - Animatori digitali (parte prima)



Lezione di martedì 4 aprile - Animatori digitali (parte seconda)




Lezione di mercoledì 5 aprile - Personale tecnico







sabato 1 aprile 2017

Nuova creatura in arrivo: un libro sull'Open Access

Come avrete già saputo dai vari post sui miei canali social, ho in gestazione un nuovo libro che verrà partorito tra circa tre settimane. Si intitola "Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale", è da me curato e contiene contributi anche di Nicola Cavalli, Elena Giglia, Valeria Scotti, Ivana Truccolo.
Trovate tutte le informazioni editoriali e i titoli dei vari capitoli a questa pagina del mio sito web aliprandi.org. Il libro sarà ovviamente rilasciato con una licenza coerente con la definizione di Open Access e nello specifico la Creative Commons Attribution 4.0; e sarà rilasciato appena possibile in versione digitale. La versione cartacea, anch'essa sotto la stessa licenza, verrà distribuita a livello nazionale da Messaggerie Libri; la promozione sarà invece affidata a Massimo Roccaforte – Agenzia NFC.


In questi giorni siamo in fase di correzione delle bozze editoriali e manderemo in stampa appena possibile. Dal 28 aprile* (data ufficiale di uscita annunciata dalla casa editrice Ledizioni) in poi organizzeremo una serie di iniziative di presentazione dell'opera, in collaborazione con gli autori coinvolti e le istituzioni di appartenenza.
Confido che fin da subito gli enti interessati ai temi trattati nell'opera (mi vengono in mente principalmente le biblioteche, ma anche le università e i centri di ricerca) prendano in considerazione di prenotare una copia cartacea del libro e di organizzare un evento di presentazione dell'opera o di dibattito sui suoi argomenti.
Per rimanere aggiornati sui prossimi sviluppi, suggerisco di seguire la mia pagina Facebook e il mio account Twitter.

* La data inizialmente comunicata era il 21 aprile, ma a causa delle festività pasquali e del "ponte" del 25 aprile è slittata di una settimana.