martedì 31 gennaio 2017

I materiali utilizzati per i corsi PON al Deledda di Lecce (gennaio 2017)

Riporto qui le slides da me utilizzate durante questa prima tornata di corsi di formazione presso l'Istituto Deledda di Lecce, tenutasi tra il 24 e il 31 gennaio 2017. All'interno dei file trovate anche i link ad altri materiali di approfondimento (video, documenti...) già disponibili online.

MODULO 1 - Sicurezza dati e privacy (le norme)

MODULO 2 - Dematerializzazione dei documenti nella PA (doc. informatico, firma digitale, accessibilità)

MODULO 3 - Il copyright degli enti pubblici e il fenomeno open data




lunedì 30 gennaio 2017

Franceschini nomina Bravetta consigliera per la valorizzazione del patrimonio fotografico

Il Ministro della Cultura Franceschini ha nominato Lorenza Bravetta consigliera per la valorizzazione del patrimonio fotografico, con il compito di mettere in piedi (nell'ambito del ministero) una struttura ad hoc. La Bravetta si occupa da anni di fotografia d'autore, è stata per un anno direttrice di CAMERA, il Centro Italiano per la Fotografia e ha lavorato per diversi anni a Magnum Photos.
In attesa di maggiori dettagli sulla notizia e sui successivi sviluppi, posso segnalarvi che ho avuto modo di confrontarmi con la Bravetta poche settimane fa al Festival del Pubblico Dominio di Torino e il suo intervento aveva generato un acceso dibattito.

Vi invito a guardare l'intervento filmato del suo intervento (che riporto qui sotto) e delle relative puntualizzazioni provenienti da parte mia e del pubblico.
Riporto alcuni estratti delle sue dichiarazioni.

Minuto 11:04 circa:
"penso che non sia giusto che chiunque possa immettere [immagini] in rete. Questa non è cultura... Che cultura immettiamo in rete pur di renderla accessibile a tutti?! Bisogna tenere un filtro. E bisogna tenere un filtro non solo per preservare l'autore, ma anche per dare la garanzia della fruibilità di un prodotto diverso. Io credo che il vero tema sia questo."
Minuto 16:16 circa:
"Mio figlio di 9 anni pensa che Wikipedia sia il verbo. No, Wikipedia non è il verbo; e bisogna secondo me normare ciò a cui accediamo, per avere chiara la comprensione che si può accedere a molto di più, ma non è detto che tutto sia giusto, tutto sia dello stesso livello, tutto sia buono, tutto possa essere riutilizzato..."

sabato 28 gennaio 2017

L'email semplice può essere una prova valida: lo dice il Tribunale di Milano

La vicenda ha origine da un contratto di collaborazione per servizi di grafica e consulenza informatica e il giudizio consiste nell'opposizione a un decreto ingiuntivo emesso per il mancato pagamento di fatture relative a tale contratto di collaborazione.
Riporto qui un estratto della sentenza. Per un ottimo commento alla sentenza e un inquadramento più completo dell'argomento si rimanda a


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LA SENTENZA


Tribunale di Milano, sez. V Civile, sentenza 16–18 ottobre 2016, n. 11402
Giudice: dott. Enrico Consolandi


È pacifico, nonché provato per testimoni, che il convenuto opposto abbia prestato collaborazione alla società opponente e che venisse retribuito con la emissione di fatture; la parte attrice eccepisce che spetti alla controparte provare le sue prestazioni e che il documento 10, una e-mail del socio accomandatario della società attrice, ove si tratta la questione riconoscendo la esistenza di un debito e la difficoltà a pagarlo, non possa considerarsi valido documento in quanto non sottoscritto. In effetti l'assenza di un contratto scritto rende del tutto la misura della retribuzione, anche se è provato che il convenuto abbia collaborato sino al maggio 2009, quando interruppe la collaborazione proprio per la mancata corresponsione dei compensi.
Sono stati sentiti i due testi della parte convenuta, che se da un lato confermano un'opera continuativamente svolta da parte del convenuto, dall'altro non sanno chiarire più di tanto i termini economici. Tuttavia la assenza di contestazione specifica sul punto e la sostanziale equità della prestazione richiesta consentono di ritenere fondata la pretesa azionata in via monitoria. È stato confermato dal teste CU il capitolato di parte convenuta, nei punti 1, 2 e 3, vale a dire sulla collaborazione del convenuto opposto come libero professionista dall'aprile 2007 e inserimento nello staff produttivo nel settore informatico, di grafica Web e multimediale, anche se sulla circostanza quattro, attinente alla quantità della retribuzione, il teste dichiara di non essere a conoscenza, ma di immaginare che fossero dovute anche delle provvigioni su certi affari.
Importante è la conferma della circostanza sei ad opera dei testi, colleghi di lavoro del convenuto opposto, circostanza che verte sul fatto che fino al maggio 2009 il convenuto ha osservato un orario lavorativo fisso dalle nove alle 18 dal lunedì al venerdì, oltre ad altri lavori, anche fuori da questi orari per alcuni clienti quali I.M. e M.E. Tenuto conto che la richiesta si aggira fra i 2000 e i 2500 Euro mensili, con tutti gli oneri a carico del prestatore d'opera, si tratta di una richiesta in linea con gli standard di mercato, per persona laureata e richiesta; è provato per testi, difatti, che altra società, tale M.O., aveva offerto al convenuto di lavorare per lei.
Ancora il teste ricorda che il convenuto aveva trovato questo altro cliente e che l'architetto Sc., accomandatario della società attrice, in una riunione manifestò la sua contrarietà al doppio impiego e chiese che il convenuto lavorasse soltanto per lui ed a questo fine promise il compenso che questo altro cliente poteva dare al Sa.
Infine il teste conferma gli insoluti sulle retribuzioni, l'impegno dello Sc. a pagare le fatture; con dicitura "collaborazione mese" sulle fatture di Sa., su accordo specificamente preso. Altro teste, Br.Si., altro collaboratore della attrice opponente, sostanzialmente conferma:

  1. che SA lavorava continuativamente presso la Grafica AD con retribuzione fissa più provvigioni,
  2. che SA ricevette una proposta da altro cliente e che SC volle tenerlo rivolgendogli allo scopo la offerta di una retribuzione fissa, senza confermare che fosse Euro 20 orari
  3. che vi erano dei ritardi nei pagamenti e che a gennaio 2009 venne formulato un piano di rientro, alla sua presenza, visto che anche il teste attendeva pagamenti scaduti
  4. che SA a metà maggio 2009 cessò di lavorare per la attrice, anche a causa di insoluti.

La affermazione di parte attrice per cui non vi sarebbe prova della prestazione di cui il professionista chiede pagamento è smentita dunque dai testimoni, i quali ben ricordano il convenuto opposto lavorare al loro fianco, rinunciare ad altra opportunità per le esigenze della società attrice, avanzare soldi per le sue prestazioni e quindi abbandonare il lavoro non potendo rinunciare alla sua fonte di sostentamento. A ciò si aggiunga che vi è un riscontro documentale piuttosto preciso costituita dal documento 10 e cioè una e - mail del 22 maggio 2009 in cui il convenuto chiede il saldo delle fatture 14,15, 16 e17 del 2008 e 2 e 3 del 2009, previste dall'originario piano di rientro, che è quello a cui fanno riferimento i testimoni. È prodotta in risposta una e - mail di SC del 25 maggio 2009
proveniente dall'indirizzo (...), in cui questi dice che a seguito di insolvenze di propri clienti "non è purtroppo possibile fare degli ulteriori pronostici di future uscite, al di là degli accordi presi (che comunque, come sai, ho sempre rispettato compatibilmente con le sorte economiche della mia)" questo assieme alla chiusa "ti chiedo pertanto la cortesia di pazientare ulteriormente" conferma che vi era un debito da parte della attrice.
Poiché la attrice non contesta specificamente l'ammontare delle pretese avanzate con decreto ingiuntivo, ma si limita ad obiettare che non vi è prova del tutto, resta impossibile sindacare qualche singola fattura di quelle azionate, perché ciò significherebbe procedere d'ufficio all'esame della fondatezza di una voce di credito, quando la parte non muove specifiche contestazioni. In ogni caso si osserva che la somma di Euro 2000/2500 mensili per un impegno a tempo pieno ed anche oltre laddove occorra, quale quello risultante dalle testimonianze, è pienamente equa. Si tratta peraltro delle fatture elencate nella corrispondenza sopra citata: fra cui per il 2008 la 14 e la 15, per progetti specifici, e la 16 e la 17 del 2008 per collaborazioni nei mesi di novembre e dicembre. Si è visto che i testi riferiscono di una retribuzione mensile e di una per progetti specifici e che proprio in quel periodo si verificò l'insolvenza.
Per quanto riguarda 2009 sono attivate le fatture 2, 3, 4, 5: si tratta della collaborazione del gennaio, febbraio, marzo ed aprile 2009 ed i testi riferiscono che in quel periodo il convenuto prestò la sua opera.
Per quanto riguarda la e-mail la parte attrice eccepisce che si tratti di un documento non firmato. In realtà si tratta di posta elettronica spedita dall'indirizzo della società attrice e quindi poiché in forza dell'articolo 46 del regolamento europeo EIDAS (n. 910 del 2014) "a un documento elettronico non sono negati gli effetti giuridici e la ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della sua forma elettronica" l'argomento della carenza di sottoscrizione, connaturato ai documenti informatici, non può essere considerato. Quanto ai documenti informatici va rilevato che il codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 82/2005) all'art. 21 prescrive che "Il documento informatico, cui e' apposta una firma elettronica, soddisfa il requisito della forma scritta e sul piano probatorio e' liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità." Sempre il regolamento EIDAS contiene un principio di non discriminazione della firma elettronica rispetto a quella materiale all'articolo 25 che recita: "a una firma elettronica non possono essere negati gli effetti giuridici e l'ammissibilità come prova in procedimenti giudiziari per il solo motivo della sua forma elettronica o perché non soddisfa i requisiti delle firme elettroniche qualificate". Resta così confermato che è ammissibile come prova il documento elettronico anche in assenza di firma elettronica qualificata. La spedizione da un indirizzo riferibile ad una certa società d'azienda deve essere ritenuto firma elettronica ai sensi delle definizioni contenute nell'articolo 3 del regolamento EIDAS stesso, precedentemente contenute nel codice dell'amministrazione digitale che oggi non le contiene più, proprio per la vigenza del regolamento europeo. Si legge infatti nel citato articolo 3, al punto 10 che firma elettronica - anche semplice e non qualificata meno - è l'insieme dei "dati in forma elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici e utilizzati dal firmatario per firmare". Or bene l'utilizzo di una casella recante chiaramente il riferimento alla persona, unitamente al contenuto, indicano che quelle parole contenute nella e-mail 25 maggio 2009 sono riferibili all'accomandatario.
Vero è quanto eccepisce la parte attrice opponente che si tratta di caratteri facilmente modificabili, ad opera di chiunque avesse accesso alla casella di posta o anche successivamente, ma la parte attrice non ipotizza concretamente che questa modifica possa essere intervenuta e soprattutto nell'ambito complessivo delle risultanze processuali quella lettera appare pienamente confermata dalle testimonianze.
Devono dunque ritenersi sussistenti le prestazioni di cui alle fatture e cioè la realizzazione di due progetti e la prestazione della propria disponibilità a collaborare della società attrice fino al maggio 2009 e rigettarsi pertanto la opposizione proposta contro il decreto ingiuntivo. Spese per legge.

P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza disattesa o assorbita, respinge la opposizione come proposta avverso il decreto ingiuntivo n. 26756/2011 ruolo n. 46024/2011 per l'effetto autorizzando la apposizione della formula esecutiva.
Condanna la parte attrice a rimborsare alla parte convenuta le spese di lite che si liquidano in Euro 4.835,00 per compenso d'avvocato oltre IVA, CPA e rimborso forfetario 15%.

martedì 17 gennaio 2017

Qualche settimana in Salento per fare formazione nella scuola pubblica

Negli scorsi mesi ho provato a partecipare (come formatore) ad alcuni bandi legati a progetti di formazione nella scuola pubblica e rientranti nel più ampio "PON 2014-2020 Per la scuola, competenze e ambienti per l'apprendimento (FSE-FESR)" (vedi).
Ben al di là delle mie aspettative, mi sono posizionato abbastanza bene nelle varie graduatorie e dunque ho accettato l'incarico per tenere alcuni cicli di seminari che si terranno tutti nell'area di Lecce e saranno rivolti ai dirigenti, al personale amministrativo, ai docenti e agli animatori digitali.

photo by Tango7174 - license: CC BY-SA - source: Wikimedia Commons
Ciò significa che sarò da quelle parti indicativamente per quasi 30 giorni distribuiti su quattro tornate tra la fine di gennaio e l'inizio di maggio.
Queste sono le date ad oggi concordate ma ancora passibili di lievi modifiche e aggiornamenti:

  • arrivo a Lecce mart 24 gennaio mattina e riparto da Lecce merc 1 febbraio mattina;
  • arrivo a Lecce giov 2 marzo mattina e riparto da Lecce ven 10 marzo mattina;
  • arrivo a Lecce lun 3 aprile mattina e riparto da Lecce sab 8 aprile mattina;
  • arrivo a Lecce mart 9 maggio mattina e riparto da Lecce sab 13 maggio mattina.

Le lezioni si terranno nel pomeriggio, quindi tendenzialmente avrò alcune mattine e sere libere (oltre ovviamente al sabato e la domenica) per poter incontrare i vari amici, colleghi e "follower" pugliesi con cui da tempo si pensa di fare qualche progetto insieme, e magari - perché no?! - organizzare qualche iniziativa di divulgazione.
Orsù dunque, fatevi sentire!

mercoledì 4 gennaio 2017

Statuto di Roma: testo integrale e aggiornato (per tutelare la propria privacy su Facebook)

Visto il grande interesse mostrato e visto che non si trova in rete una versione chiara e aggiornata, riporto di seguito il testo integrale e aggiornato del famosissimo Statuto di Roma.

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Art. 1
Non esiste alcun testo normativo che si intitoli "Statuto di Roma" in materia di tutela della privacy online. Se ne parla solo in una sorta di finto "disclaimer" sulla privacy diffuso periodicamente sui social media da qualche buontempone (anche detto troll, in gergo tecnico).

Art. 1 bis
Esiste in realtà lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, spesso chiamato anche Statuto della Corte penale internazionale o Statuto di Roma, che però è il trattato internazionale istitutivo della Corte penale internazionale e non ha nulla a che fare con ciò di cui si occupa il noto disclaimer che circola sui social. [maggiori informazioni qui]

Art. 2
Il dubbio sull'esistenza o meno di uno Statuto di Roma non sussisterebbe se l'utente medio dei social media avesse un minimo di conoscenza dei principi essenziali del diritto, che dovrebbero essere comunque appresi a scuola nelle ore di Educazione Civica/Cittadinanza e Costituzione, e possibilmente approfonditi e aggiornati autonomamente da ogni cittadino anche fuori dal mero obbligo scolastico.

Art. 2 bis
Quanto esposto dall'art. 2 è ormai purtroppo solo una pallida utopia, come dimostrato più volte e su più fronti in questi ultimi anni. L'esplosione dei social media non ha fatto altro che rendere il fenomeno più evidente.

Art. 3
In generale il buon senso suggerisce che, prima di diffondere qualsivoglia informazione sul web e attraverso i propri canali social, ci si preoccupi di contare fino a 10 e riflettere sulla loro veridicità e sensatezza. Ancora meglio sarebbe se oltre a riflettere si facesse una minima verifica delle fonti da cui l'informazione proviene.

Art. 3 bis
Tendenzialmente qualsiasi post che contenga l'invito a "copiare e incollare" invece che a fare un semplice "condividi" puzza di bufala. Chi posta un qualsiasi contenuto sui social ha interesse a che gli utenti replichino il suo contenuto originario; se vi invita a fare "copia incolla" è perché vuole che si perda traccia dell'origine dell'informazione, dunque è sintomo che qualcosa non va.

Art. 4
Se sei arrivato su questa pagina, è già buon segno, perché in fondo vuol dire che hai applicato i principi dell'art. 3 e hai quanto meno cercato su Google.

Art. 5
Se sei arrivato a leggere fin qui, i casi sono tre:
a) sei un nerd che ama questo tipo di post e probabilmente oggi non aveva nulla di meglio da fare (a titolo puramente esemplificativo ma non esaustivo, avresti potuto fare una bella passeggiata all'aria aperta, visitare uno dei bellissimi luoghi che l'Italia offre, incontrare degli amici, fare l'amore...);
b) sei parte di quella esigua minoranza di persone che non hanno bisogno di leggere questo post, ma lo hai letto lo stesso per curiosità o per pura empatia;
c) sei una persona che segue assiduamente le mie iniziative e i miei post (e in tal caso hai tutta la mia sincera gratitudine).

Art. 6
Se hai apprezzato questo post, sarebbe utile che tu lo diffondessi e lo linkassi sulle bacheche/profili di tutte le persone che hanno postato per l'ennesima volta il fantomatico disclaimer sulla privacy basato sullo Statuto di Roma.

Art. 7
Per maggiori informazioni sulla bufala dello Statuto di Roma suggerisco la lettura dei seguenti articoli:
BUFALA Un avvocato mi ha consigliato di pubblicare questo: a partire dal 30 ottobre… (da bufale.net)
Postare un avviso salvaprivacy su Facebook non protegge da nessuno (da attivissimo.blogspot.it)


ALLEGATO A

In allegato il testo del famoso disclaimer fake.
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Un avvocato, mi ha consigliato di pubblicare questo:
A partire dal [inserire data e ora] ora italiana, non do a Facebook o gli enti associati a Facebook il permesso di usare le mie immagini, informazioni o pubblicazioni, sia del passato e il futuro. Per questa dichiarazione, do avviso a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o prendere qualsiasi altra azione contro di me in base a questo profilo e / o il suo contenuto. Il contenuto di questo profilo sono informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma). Nota: Facebook è ora un’entità pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta, sarai tatticamente permettendo l’uso delle sue foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti di stato di profilo.
Non condividere. Devi copiare e incollare
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